San Lorenzo, Stefano Borghi racconta la squadra di Papa Francesco

È sicuramente uno dei personaggi più amati del 2013 dagli sportivi di tutto il mondo. Simpatico, passionale, semplice, ma soprattutto tifoso. Perché Jorge Mario Bergoglio, per tutti Papa Francesco, oltre ad essere la guida spirituale mondiale della Chiesa Cattolica è fin da bambino un tifoso del San Lorenzo de Almagro, club del quartiere Boedo di Buenos Aires, fondato nel 1908 in onore di padre Lorenzo Massa. E proprio al San Lorenzo è dedicato il libro scritto da Stefano Borghi, esperto di calcio sudamericano e voce delle telecronache di Fox Sports, “San Lorenzo, la squadra del cuore di Papa Francesco“, edito da Imprimatur e disponibile in tutte le librerie dal 9 dicembre. Bloglive lo ha incontrato.

Stefano, come nasce l’idea di raccontare tutto questo?
L’idea è nata da una proposta della Casa Editrice che mi ha chiamato chiedendomi di approfondire la storia della squadra che ha conquistato il cuore del primo Papa tifoso della storia. Sono un appassionato di calcio argentino e ho sempre subito il fascino del San Lorenzo, per cui non ci ho pensato due volte. È stato bellissimo.

Quali sono gli aspetti più significativi della gloriosa storia della squadra di Buenos Aires?
Il fascino della storia del San Lorenzo è unica e l’amore del Papa per questi colori la sta portando alla ribalta in tutto il mondo. E’ un club che, nella sua genesi, ha avuto forti legami con la religione cattolica: la sua è una storia quasi “universale”, nella quale ogni tifoso di calcio può trovare un aspetto nel quale riconoscersi, ma può essere in grado di appassionare tutti, non soltanto i calciofili. Si abbracciano cento anni di storia calcistica, umana e sociale. Le sue vicissitudini, gli alti e bassi, i trionfi, le tragedie e le storie dei suoi personaggi sono la fotografia ideale del legame forte che l’Argentina ha con il mondo del calcio.

Papa Francesco è l’uomo dell’anno anche per il Time. Che idea ti sei fatto di lui?
Non spetta a me parlare di lui dal punto di vista spirituale, in quanto non sono un vaticanista, ma è innegabile che la sua figura abbia consegnato alla Chiesa un’immagine nuova.

Cosa è in grado di trasmettere il calcio argentino?
Il modo di vivere il calcio in Argentina è unico. L’attaccamento alla squadra è viscerale, lo spettacolo offerto negli spalti è incredibile. La tifoseria del San Lorenzo, la Gloriosa Butteler è famosa in tutto il mondo per i suoi colori, i suoi cori, il suo vivere le partite.

A tutto questo si accompagnano anche gli aspetti negativi, la violenza in primo luogo che accomuna tutto il calcio sudamericano. Da esperto, che Mondiale sarà?
La forte ascesa di alcuni paesi sudamericani, soprattutto del Brasile, fa si che il divario tra ricchi e poveri aumenti ogni giorno di più e con esso le problematiche all’interno della società. Abbiamo avuto modo di vedere ciò che è successo lo scorso anno nella Confederations Cup e gli episodi di violenza negli stadi brasiliani sono quasi all’ordine del giorno.

E in termini calcistici?
Mi aspetto un Mondiale incredibile. Brasile e Spagna sono si le favorite, ma Germania e Argentina non sono distanti. Poi ci sono Italia, Olanda e Francia che daranno filo da torcere a chiunque, oltre a Belgio e Colombia che potrebbero essere delle rivelazioni incredibili.

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