Mantegna rivisto in un prezioso libro di Mauro Lucco

Le opere di Andrea Mantegna si inseriscono nella cornice del classicismo archeologico che meglio è rappresentato nelle opere della maturità. La sua formazione fu padovana, presso la bottega del maestro Francesco Squarcione, sarto e appassionato collezionista di quadri. Mantegna, tuttavia, nella sua giovinezza, apprese una precisa applicazione della prospettiva dai pittori di passaggio per Padova, come ad esempio Donatello, Paolo Uccello e Fra Filippo Lippi. Nel corso degli anni la perfezione dei lineamenti, la precisione delle geometrie e la monumentalità delle figure si raffinarono, fino ad addolcirsi nelle opere della maturità.

E proprio su Andrea Mantegna 24 ORE Cultura ha pubblicato uno elegante volume intitolato Mantegna e scritto dallo storico dell’arte Mauro Lucco. Lucco ripercorre tutta la vita del pittore veneto, descrivendo l’importanza della sua arte e di quel linguaggio pittorico decisamente nuovo per la sua epoca. All’interno del libro è possibile sfogliare una meravigliosa rassegna di 200 illustrazioni. Come si legge sul sito de Il Sole 24 Ore, lo storico dell’arte e professore di storia dell’arte affronta anche quelle pagine di critica che avevano definito Mantegna un artista di vuota erudizione, di fredde classicità, ridandogli i giusti meriti di pittore di «realtà intensificate, dalla verità lucente e precisione degli spazi».

Lucco, nella sua opera, ricorda anche le parole del vate tedesco Johann Wolfgang Goethe che nei suoi appunti di viaggio scrisse «qual precisa e sicura naturalezza in questi quadri. Dallo studio di codesta realtà così vera e non soltanto apparente, sollecita bensì degli affetti e ispiratrice della sola fantasia, ma severa pura limpida, larga, coscienziosa, delicata precisa, che aveva nello stesso tempo qualcosa di rigido, di studiato e fors’anche di stentato, sono usciti gli artisti posteriori».

Quello che Lucco vuol fare emergere è che tutti i lavori del Mantegna erano “pensati” nel minimo dettaglio, filtrati attraverso quell’occhio filosofico asse portante della sua personalità. La sua visione della realtà era una continua ricerca della verità messa su tela grazie a «una capacità esecutiva ed un controllo manuale di perfezione assoluta».

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