Hackett a Milano, dopo le lacrime inizia la nuova avventura

Il pianto e l’applauso rivolto ai tifosi dopo la beffa contro Malaga erano l’inevitabile commiato di Hackett all’intero popolo senese. Settimane a parlare del suo futuro, pronosticato lontano dall’Italia, al servizio di squadre dal budget milionario e dai roster di eccelsa levatura cestistica. La brusca accelerata milanese e il play della nazionale si accasa tra i navigli, pronto a rinverdire i fasti della gloriosa società meneghina.

La strada che unisce Siena e Milano non è mai stata così trafficata: in estate Moss, Kangur e coach Banchi avevano sposato la causa del presidente Proli, con il beneplacito del Gm della Montepaschi Minucci, costretto a cedere i suoi pezzi migliori ad una diretta concorrente per il titolo per evidenti problematiche economiche.

Il gran rifiuto estivo di Hackett aveva, invece, lanciato un chiaro segnale alla nostra serie A: Daniel voleva diventare il simbolo della ricostruzione della Mens Sana, alla caccia dell’ennesimo trofeo, nonostante il grosso ridimensionamento. Una sfida personale, la prova di maturità prima del grande salto, con un contratto in scadenza al termine della stagione e una valigia piena di speranze pronta da spedire oltre Oceano.

L’eliminazione dall’Eurolega di Siena ha anticipato inevitabilmente le tempistiche dell’addio e ieri si è finalmente posta la parola fine alla querelle: Hackett ha firmato un contratto con l’Olimpia Milano fino al 2015, con la possibilità di uscire dallo stesso in caso di chiamata Nba. Una nuova avventura ricca di tante aspettative per il giocatore, che proseguirà l’avventura nella massima competizione per club in Europa e per Milano, che rinforza un reparto negli ultimi anni anello debole del proprio roster.

Hackett è una point guard atipica per il nostro campionato: 2 metri di altezza, grande forza fisica, notevoli capacità di costruire gioco ma anche di finalizzare. Doti atletiche eccelse con ottima propensione difensiva lo rendono uno stopper di altissimo livello tanto per i play quanto per le guardie avversarie. Senza contare le indubbie qualità da leader, fondamentali per guidare la squadra in un ruolo così delicato e importante.

Milano diventa inevitabilmente la squadra da battere: Hackett va ad aggiungersi ad un gruppo solido e di notevole talento: Langford, Moss, Gentile, il rientrante Kangur saranno le bocche da fuoco da armare, senza contare le possibilità di giochi a due con il reparto lunghi che vede in Wallace preziosa arma tattica, pericolosissimo dall’arco, capace dunque di creare enormi spazi per le penetrazioni a quattro ruote motrici del nuovo giocatore dell’Olimpia. Jerrells come riserva patirà meno le tante responsabilità su di lui investite in estate e potrebbe rivelarsi fondamentale per concedere qualche minuto da guardia al nuovo arrivato, in quintetti rapidi e pericolosissimi visto l’enorme talento a disposizione di Banchi.

La sconfitta di ieri contro Cantù, 87 a 72, è stata l’ultima partita senza Hackett: debutto previsto il 26 dicembre in casa contro Cremona. Il Forum è pronto a gustarsi il gradito regalo natalizio.

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