La modella brasiliana Michelli Provensi fa un rap sul mondo della moda

Il mondo della moda è da sempre ammirato per la bellezza dei colori, l’eleganza e la sinuosità dei passi delle modelle; è stato sempre associato alla magrezza, al duro lavoro degli stilisti, alle passerelle, al denaro, a trucchi e acconciature perfetti, a viaggi in tutto il mondo e sogni nel cassetto.

Come sfatare i tabù dietro a questo mondo? Come far entrare nel fashion un po’ di ironia? La modella brasiliana Michelli Provensi spera di cambiare questa realtà con un video rap-satira della professione e un libro che mette a nudo i suoi segreti.

Il video si intitola All the Models in the House. La modella di São Paulo, 29 anni, ha scritto la canzone per promuovere il suo libro, I Need to Go Around the World – Surreal Adventures of a Real Model”, un tentativo di demistificare ciò che molti vedono come una vita incantata e un mondo di lussi. “Ci sono momenti di glamour, ma pochi” ha rivelato la giovane.

Michelli sembra essere la ragazza perfetta per la “rivoluzione” nell’ambiente fashion. Ribadisce l’importanza della cultura, dell’educazione e dello studio rispetto alla sola bellezza, destinata a svanire con l’età: “Non ha senso essere carina e avere una testa vuota“, rappa Provensi nella sua canzone.

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Prendere in giro il proprio mondo? Lo sta facendo bene, questo è certo. Ma la brasiliana chiede anche un po’ di rispetto per i modelli, molto spesso attaccati e criticati, soprattutto in una realtà che vive ipocrisie e pregiudizi: “Entriamo in questo mondo molto presto” ha detto, aggiungendo che ha lasciato la sua città natale rurale nel sud del Brasile a 16 anni, per trasferirsi a San Paolo e iniziare la sua carriera.

Nel libro, Provensi confronta calciatori e modelli – due professioni per cui è importante “iniziare” fin da piccoli; mondi in cui i protagonisti vengono giudicati per loro corpi, non per le loro menti. “La gente dice che è tutto facile, e facciamo solo soldi, ma è una professione normale. C’è una parte buona e una parte cattiva, ma è un lavoro“, ha detto.

Provensi, che è anche una tifosa appassionata e segue la squadra di São Paulo, il Corinthians, dice di aver giocato alcune “partite di Champions League”: “Io non credo di esser mai stata una top model“. Ma poi, come lei scrive, c’è solo “un Pelé” – e una Gisele Bündchen, la top model brasiliana descritta come la più ricca del mondo. Altri, come Provensi, giocano in “serie minori”.

L’industria della moda in Brasile è stata accusata di avere troppi pochi modelli “neri” o di “razza mista”, per un paese in cui il 43,1% della popolazione stessa è “brown” o di razza mista, e il 7,6% è “nero” – secondo l’ultimo censimento del governo nel 2010.

Tutte le modelle più famose del Brasile – nomi internazionali come Bündchen, Alessandra Ambrosio e Cintia Dicker – sono, come Provensi, ragazze bianche del sud del Brasile. “C’è una bassissima percentuale di modelle nere nelle sfilate” ha confermato.

Gli organizzatori delle “due settimane della moda” a San Paolo e Rio hanno come impegno quello di raccomandare ai marchi che fanno eventi l’inclusione di un minimo 10% delle modelle indigene, nere o afro-brasiliane in ogni spettacolo. Ma Michelli dubita dell’efficacia di tali misure. “Il mercato brasiliano riflette il mercato estero“, ha detto. “È una ‘norma europea di bellezza’”.

Il suo libro è una storia personale. In un aneddoto, l’autrice racconta che stava guardando la prima partita del Brasile in Coppa del Mondo nel 2002 in un pub di Londra. Era da sola, perché non era riuscita a coinvolgere nessuno, e indossava una maglia verde-oro. Come risultato, Michelli ha perso la sua unica possibilità di collaborazione con il designer Tom Ford in programma nello stesso tempo.

Provensi ha detto: “A volte, anche circondato da un sacco di gente, non c’è nessuno su cui si può davvero contare o a cui puoi aprire il tuo cuore. C’è quella cosa… della concorrenza. Si spende un sacco di tempo da soli, in solitudine, lavorando o negli aeroporti“. Poi ha aggiunto: “[Ma] se si capisce che è solo lavoro, ci si può divertire, si può imparare molto.

Michelli ha indubbiamente avuto molto coraggio, fantasia e originalità. Questo rap è stato fatto per sfatare i tabù che da sempre attanagliano il mondo fashion, per vincere contro i pregiudizi e portare alto il nome della moda nel mondo. Oppure lo scopo è solo quello di ottenere qualche contratto in più e migliaia di visualizzazioni su YouTube?

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