Giovanni Falcone: come l’Italia ricorda il giudice in tempi di pandemia
Giovanni Falcone: come l’Italia ricorda il giudice in tempi di pandemia

Giovanni Falcone: come l’Italia ricorda il giudice in tempi di pandemia

Giovanni Falcone, giudice antimafia che venne brutalmente assassinato ventotto anni fa, viene ricordato ricordato attraverso la manifestazione “Palermo chiama Italia… Al balcone”.

Domani 23 maggio ricorre il ventottesimo anniversario dalla morte di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Corvillo e degli uomini della sua scorta nell’attentato di Capaci.

Era il 23 maggio del 1992 quando l’autostrada A29, all’altezza di Capaci, viene completamente sventrata a causa dell’utilizzo di 400 kg di esplosivo che era stato posizionato all’interno di un canale di drenaggio.

Sono giorni che si susseguono varie manifestazioni ed incontri (specie sul web a causa delle restrizioni in atto per il coronavirus), che mirano a tenere viva la memoria di quanto accaduto.

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Giovanni Falcone: una manifestazione per non dimenticare

Giovanni Falcone
Monumento in memoria di Giovanni Falcone (Getty Images)

Nel corso di questa settimana sono molte le iniziative dedicate giudice, durante l’ultima puntata di Domenica In è intervenuta in collegamento con lo studio Maria Falcone, figlia del giudice, la quale, da Palermo ha presentato la settimana dedicata alla lotta alla mafia. Previsto per domani, sabato 23 maggio 2020 a partire dalle ore 18.00, l’evento “Palermo chiama Italia… Al balcone”. L’evento avrà luogo nelle stesse ore in cui fu commesso il terribile attentato nel lontano 1992.

Quest’anno dunque non si organizzeranno cortei e flash mob per ricordare le vittime della strage.

Ci saranno lenzuoli bianche ad agghindare i balconi della città. Questo accade per riportare alla mente proprio quanto accaduto in quelle drammatiche ore, quando la città si riempì di una coltre di fumo bianco.

Dopo Falcone, il 19 luglio di quello stesso anno, giungeva tristemente anche l’ora di Paolo Borsellino. Il giudice veniva infatti ucciso insieme alla sua scorta con 90 kg di esplosivo di cui era stata imbottita una fiat 126. A perdere la vita insieme al giudice Borsellino furono gli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

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