Vacanze lampo e niente shopping: turismo in ginocchio
Vacanze lampo e niente shopping: turismo in ginocchio

Vacanze lampo e niente shopping: turismo in ginocchio

Vacanze lampo e niente shopping per buona parte degli italiani. L’indagine di Confturismo-Confcommercio è allarmante. Settore turistico in ginocchio.

Vacanze lampo e niente shopping secondo il drammatico sondaggio di Confturismo-Confcommercio sul turismo per quest’estate. La quota di italiani che pensa di partire in vacanza tra giugno ed agosto è pari al 48%, è certo cresciuta rispetto alla stessa indagine condotta ad aprile, che si attestava al 19%, ma è pur sempre molto al disotto dei dati dell’anno scorso, quando per lo stesso periodo si prevedeva che il 70% degli italiani sarebbero andati in vacanza. Ma il problema non è solo questo: i viaggi saranno lampo, massimo 3 giorni per la maggior parte degli italiani.

Destinazione mare per il 49% del campione intervistato, scende rispetto all’anno scorso (61%), più gettonata la meta montagna, che si attesta al 23% contro il 18% dello stesso mese del 2009.

Città d’arte al 17%, contro il 26% dello scorso anno. Sarà molto limitata la quantità di italiani che visiterà musei, monumenti e mostre, 15%, più che dimezzata rispetto al 37% dello scorso anno.

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Vacanze lampo per gran parte degli italiani, lo shopping non è tra gli obiettivi. Le parole di Luca Patané

Vacanze lampo
Vacanze lampo (Getty Images)

Vacanze lampo (Getty Images)

Città più vuote dunque porteranno necessariamente ad un minor introito per tutte quelle attività legate ai turisti più che ai residenti. Del resto solo il 5% del campione intervistato ha indicato lo shopping tra gli obiettivi della vacanza, l’anno scorso era il 20%.

Dunque due o tre pernottamenti, preferibilmente nelle vicinanze di casa, per il 35% del campione intervistato, contro il 14% dello scorso anno.

Realtà preoccupante secondo Luca Patané, Presidente di Confturismo-Confcommercio, per il quale occorre prendere dei provvedimenti seri a favore del comparto turistico: occorre studiare un decreto “Cura Turismo“, denuncia.

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