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“Rosà, Comune della Padania”: scoppia la polemica a Vicenza

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Redazione

A Rosà, piccolo comune della provincia di Vicenza,  esposti “fieramente” cartelli di una nazione che non esiste: scoppia la polemica.

Una polemica annosa, quella nata nel comune di Rosà, piccolo paese della provincia di Vicenza. Un cartello che, purtroppo, non è l’unico in giro per l’Italia, a beneficio di una fetta di popolazione che parla tanto di patriottismo e di confini ma poi, a ben vedere, tanto patriottica forse non è. “Travettore, frazione di Rosà, Comune della Padania”: questo è il cartello che compare, in bella mostra, all’ingresso di questa frazione del vicentino con poco più di 2.000 anime. La Padania. Una nazione che, lo sappiamo benissimo, non esiste. A volte, più o meno consapevolmente, si confonde la zona geografica della Pianura Padana con la “Padania” vagheggiata da Umberto Bossi.

Prima gli italiani o prima i padani?

Matteo Salvini, leader della Lega (Getty Images)

Già, perché l’unica “legittimazione” della Padania è quella data da un partito politico, la Lega Nord, che voleva la secessione dell’Italia finché non ha “scalato” e ha deciso di puntare al governo nazionale. La Lega, da sempre, ha voluto l’indipendentismo padano, ma per fortuna non ci è mai riuscita, finché non ha deciso di dirottarsi su altri slogan nazional-popolari. Ed è paradossale come negli slogan, l’attuale leader Matteo Salvini, gridi “prima gli italiani”, ma poi, sui cartelli stradali dello stesso territorio italiano, venga sconfessato il patriottismo nazionale a vantaggio di uno sciovinismo ben più locale. “Comune della Padania”: e l’Italia?

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“Comune della Padania”: Rosà e gli altri casi nel Nord Italia

Paolo Bordignon, Sindaco di Rosà (Fonte: Facebook)

Quello in questione non è un caso isolato di un cartello stradale con su scritto “Comune della Padania”. Negli anni addietro sono venute alla luce altre segnalazioni, in diversi luoghi del Nord Italia. Ad esempio Lazzate, comune di 7.769 abitanti della provincia di Monza e della Brianza in Lombardia, che espone fieramente un cartello analogo. Oppure Seriate, altro comune italiano di 25.505 abitanti della provincia di Bergamo. E chissà quanti altri. Chissà quanti padanisti convinti, che vanno contro l’unità nazionale e lo fanno con fierezza, ostentando la loro indipendenza. Finché poi… non serve l’Italia.

La risposta del Sindaco di Rosà

La redazione di BlogLive ha provato a contattare Paolo Bordignon, Sindaco (leghista) di Rosà. Il primo cittadino è parso molto restio ad una video-intervista e ha preferito non rilasciare dichiarazioni, aggiungendo che ci sono cose più importanti a cui pensare al momento, come la riapertura delle scuole. Non cogliamo il nesso, ma siamo d’accordo con lui sulla priorità assoluta alla scuola. La domanda però nasce spontanea: una volta tornati a scuola, cosa studieranno i bambini in geografia?

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