Hong Kong, legge sulla sicurezza nazionale: arrestato Jimmy Lai

Altro arresto in quel di Hong Kong: in relazione alla legge sulla sicurezza nazionale finisce in manette il tycoon Jimmy Lai.

Torna ad alzarsi la tensione in quel di Hong Kong. Al centro della vicenda la tanto discussa e poi applicata nuova legge sulla sicurezza nazionale. Una legge che, col passare dei giorni, ha aperto un “momento buio” sull’ex territorio britannico. A definirlo in tale maniera e critico per gli anni a venire sono stati, principalmente, i sostenitori della democrazia. In tanti si son detti preoccupati per il massiccio intervento della Cina su codesto territorio.

Nelle ultime ore, infatti, è stato portato “a termine” un nuovo arresto applicandone, come contenuto, la stessa legge sulla sicurezza nazionale. A finire in manette Jimmy Lai. Per usare un inglesismo, il tycoon di una parte dell’editoria di Hong Kong, sotto la holding Next Digital. Lai, definito da sempre un esponente di spicco del fronte democratico, è stato arrestato con il sospetto di violazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale.

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Hong Kong: l’arresto di Jimmy Lai incute terrore nel mondo dell’editoria

hong kong jimmy lai
Proteste ad Hong Kong (Getty Images)

Tutti coloro i quale si son detti a favore di un processo democratico, o sono stati arrestati o hanno lasciato il paese per paura di finire in manette. Prima dell’arresto di Jimmy Lai, anche i giornalisti della redazione del New York Times avevano lasciato, in massa, il territorio dell’ex colonia britannica.

Al centro dei fatti sempre e solamente un aspetto: il terrore di finire in carcere per aver scritto “qualcosa” di troppo scomodo ad un “regime di turno”. E così, spostandosi da Hong Kong a Seul, i corrispondenti della stampa americana nel territorio asiatico fecero le valigie in meno di 48 ore. Oggi, invece, a finire dietro le sbarre è proprio Lai, anche lui nel campo dell’editoria. Assieme a quest’ultimo, a detta della polizia locale, sono state arrestate altre sette persone con l’accusa di “collusione con forze straniere e cospirazione per commettere frodi”. Ad Hong Kong, oramai da diversi mesi, la tensione è a dir poco alle stelle.

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