Cesare Battisti inizia lo sciopero dalla fame in carcere: i motivi

Cesare Battisti, ex terrorista dei Pac, annuncia tramite il suo avvocato di iniziare lo sciopero della fame contro un provvedimenti ritenuto illegittimo

L’ex terrorista del gruppo Proletari Armati per il Comunismo, Cesare Battista, inizia lo sciopero della fame. Davide Steccanella, legale dell’uomo oggi detenuto nel carcere di Oristano, conferma la scelta del suo assistito.

Battisti da un anno e mezzo è in isolamento diurno nel penitenziario sardo e questo è il motivo del gesto. La condanna all’isolamento, spiega l’avvocato, era di sei mesi e sono scaduti a giugno scorso. Il prolungamento dell’isolamento per la difesa è dunque illegittimo, da qui la decisione dell’ex terrorista.

L’ex Pac è stato per molti anni latitante in Brasile, protetto dalle autorità tanto che ha potuto avviare la sua attività di scrittore. Nel marzo del 2019 fu arrestato in Bolivia e riportato in Italia.

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Cesare Battisti, sono almeno due i motivi dello sciopero

L’isolamento diurno è il motivo principale della scelta di cominciare lo sciopero della fame, ma non l’unico. Sempre secondo l’avvocato, a maggio scorso era stata presentata istanza di trasferimento dal carcere di Oristano e soprattutto il declassamento della sua condizione carceraria, al momento in regime di Alta Sicurezza perché non sussisterebbero più i presupposti per questo regime.

Ad oggi, sostiene l’avvocato Steccanella, non c’è stata alcuna risposta per quella richiesta e pertanto a Battisti non resta che questa forma di protesta.

Altre polemiche in vista dunque per Battisti, uno dei protagonisti in negativo negli anni di piombo, autore di molti gravi reati e ricordato soprattutto per l’omicidio del gioielliere Torreggiani durante una rapina avvenuto a Milano.

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