Riforma Codice della Strada, si torna in commissione: no degli automobilisti

Dopo un dibattito molto acceso alla Camera, la riforma del Codice della Strada torna in Commissione: no delle associazioni di automobilisti.

riforma codice della strada
Riforma codice della strada, si torna in commissione (Pixabay)

Fumata nera per il progetto di riforma del Codice della Strada. Dopo una discussione molto accesa alla Camera dei Deputati il relatore della legge, il pentastellato Diego De Lorenzis, ha proposto il ritorno in commissione.

Secondo il relatore infatti la discussione alla Camera ha modificato in maniera significativa la legge, tanto da richiedere un nuovo passaggio in commissione Trasporti. Inoltre ci sono alcuni punti critici ancora da risolvere. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha bacchettato il Parlamento per aver inserito la riforma nel DL Semplificazioni. In quell’occasione il capo dello Stato aveva chiesto una maggiore coerenza dei decreti.

Tra le principali novità introdotte dalla riforma del Codice della Strada troviamo l’inasprimento delle multe per chi occupa posti per disabili o per donne incinte senza motivo. Inoltre il conducente avrà la responsabilità di far indossare il casco al passeggero.

Riforma del Codice della Strada, l’UNC: “Stracciare il testo unificato”

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Riforma codice della strada, si torna in commissione (Pixabay)

L’aggiornamento del Codice della Strada continua a tenere occupate le camere del Parlamento da oltre un decennio. Nessun progetto di riforma infatti ha convinto i legislatori. Anche questo nuovo disegno di legge rischia di fare la stessa fine.

Anche Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, si è espresso di recente sul progetto di riforma. Secondo Dona il testo in discussione fino ad oggi alla Camera andrebbe strappato per ricominciare da capo. Tra i punti più critici c’è la riduzione del “giallo” del semaforo a soli 3 secondi. Il presidente dell’UNC sostiene infatti che per frenare in maniera sicura è necessario che il giallo duri almeno 4 secondi, 5 se il limite di velocità supera i 70 km/h.

Anche l’introduzione degli ausiliari della sosta e degli autovelox fissi nelle strade urbane non va a genio all’unione dei consumatori. Il rischio infatti è di non tutelare gli automobilisti, che rischierebbero multe severe ingiustamente. Le multe inasprite, secondo l’UNC, non sono quelle da punire di più. Non vengono infatti aumentate le multe per chi non rispetta la precedenza o fa sorpassi pericolosi.