Spadafora contro il Comitato Olimpico: a rischio le Olimpiadi 2026?

Gli attriti tra il ministro Vincenzo Spadafora e il Comitato Olimpico Internazionale mettono a rischio le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

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Il presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach (Getty Images)

Grandi polemiche tra il ministro Vincenzo Spadafora e il presidente del CIO Thomas Bach. Il motivo? La riforma dello sport preparata dal ministro pentastellato. La legge infatti punta a riorganizzare il CONI, cioè il comitato olimpico italiano, che negli anni ha sviluppato un’organizzazione simile ad un ministero.

La scelta però non va giù né al presidente del CONI, Giovanni Malagò, né al presidente del CIO Bach. Quest’ultimo ha affrontato la riforma in una conferenza stampa durante i Mondiali di ciclismo di Imola. Bach ha dichiarato che il testo non rispecchia la carta olimpica e che mette a rischio l’operatività del comitato italiano. Secondo il presidente del CIO la legge potrebbe mettere seriamente a rischio l’organizzazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina nel 2026.

Secondo il tedesco infatti ci sarebbero problemi seri con le piste per le gare di slittino, bob e skeleton a Cortina e con quelle di pattinaggio di Baselga Pinè. Ha inoltre dichiarato di non poter interagire con il CONI perché non è nel pieno delle sue funzioni.

Polemiche sulla riforma dello sport, la replica di Spadafora

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Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora (Getty Images)

La replica del ministro Vincenzo Spadafora alle accuse del presidente del CIO Thomas Bach non si è fatta attendere. Secondo il pentastellato infatti non c’è nessun incontro in programma per il 15 ottobre, a differenza di quanto sostenuto dall’ex sportivo tedesco. L’accusa del ministro è quella di non aver nemmeno letto il decreto, ma di averlo attaccato solo per “sentito dire”.

In chiusura della replica Spadafora fa anche un riferimento, forse indelicato, alla situazione in Bielorussia dove le proteste contro Lukashenko continuano ad infiammare il paese. Secondo il pentastellato infatti se il comitato bielorusso è ancora considerato autonomo, quello italiano non dovrebbe nemmeno essere in dubbio.

Tra il CIO e il ministro dello Sport quindi non scorre buon sangue, e questo rischia di segnare una volta per tutte il destino della riforma. L’unica possibile soluzione è un intervento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che affronterà l’argomento durante il vertice di maggioranza di mercoledì.