Allerta alimentare: ritirati dal mercato due prodotti ittici

Allerta alimentare – Due prodotti di pesce provenienti dall’esterno sono stati urgentemente richiamati per delle contaminazioni batteriche. Si tratta di merce ittica.

salmone allerta alimentare

Dovevano arrivare a breve nei nostri supermercati due prodotti ittici che, invece, sono stati richiamati con urgenza e tolti dal mercato. Si tratta di cannolicchi provenienti dall’Olanda e di salmone congelato prodotto invece in Polonia. Merci che nei prossimi giorni sarebbero state in vendita anche in molti punti vendita italiani ma che invece sono stati subitaneamente ritirati dal mercato.

Ad aver agito con tempestività è stato il Sistema Rapido di Allerta Europeo per la Sicurezza di Alimenti e Mangimi (RASSF) che ha individuato i due prodotti ittici potenzialmente dannosi per la salute umana a causa della presenza di alcuni batteri molti pericolosi per l’uomo. I cannolicchi, che sarebbero arrivati dall’Olanda, erano stati colpiti dal Norovirus e per la sua potenziale dannosità tutto il lotto in questione è stato richiamato prima che raggiungesse i punti vendita in tutta Europa.

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Allerta alimentare: dalla Polonia salmone contaminato

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Un’allerta alimentare che non si è fermata ai frutti di mare. Dalla Polonia infatti era in arrivo un lotto di salmone affumicato congelato che alle analisi, svolte sempre dal Sistema Rapido di Allerta Europeo per la Sicurezza di Alimenti e Mangimi, era risultato contaminato alla Listeria monocytogenes. La merce, prodotta e confezionata in Polonia, sarebbe arrivata anche in Italia nei nostri supermercati. Anche in questo caso il RASFF ne ha predisposto il ritiro immediato. Il tutto prima che la merce contaminata potesse arrivare sugli scaffali dei punti vendita italiani (e europei).

Salmone che, se consumato, avrebbe potuto procurare all’uomo la cosiddetta listeriosi, una malattia che colpisce l’intestino a causa dell’assunzione di alimenti contaminati.

Il batterio che la provoca, e presente nel salmone sopra citato, è resistente anche alle temperature più estreme (può vivere sia a 0° che a 45°), quindi il congelamento di un prodotto potrebbe non essere sufficiente per la sua morte. In questo caso servirebbe un altro processo di conservazione: l’abbattitura.