La truffa dei tamponi appena scoperta: così li taroccavano

Tamponi truffa, perquisizioni e sequestri dei Nas. Scoperta una banda che taroccava l’esecuzione e le analisi: il modus operandi

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Tampone Covid-19

E’ caccia ai tamponi, con l’Italia e l’Europa intera in piena seconda ondata della pandemia. I cittadini attendono le ore intere per potersi sottoporre al test e la Campania non fa eccezione. La Regione è una delle più colpite dal Covid-19 ed i laboratori ogni giorno vanno sotto sforzo per poter esaudire la domanda.

Come sottoporsi al tampone evitando le attese sotto al sole od alla pioggia? Nel napoletano una banda, composta anche da Oss, aveva trovato la soluzione. Su internet pubblicizzavano tamponi naso-faringei da effettuare a domicilio, al pari dei test sierologici alla “modica” cifra di 60 euro ad intervento.

Un vero e proprio “affare” scoperto però dai Nas di Napoli che hanno lavorato di concerto con il comando provinciale dei Carabinieri di Napoli e con quello di Caserta. Perquisizioni a tappeto per le 12 persone coinvolte, con tanto di sequestro di ben 10 mila kit già scaduti. Come se non bastasse, i macchinari utilizzati per effettuare le analisi, erano per la medicina veterinaria.

Oss, dicevamo, ma anche faccendieri e collaboratori di società del settore del commercio di dispositivi medici. Scoperto un vero e proprio vaso di Pandora dai militari, con questi criminali che non riportavano – chiaramente – l’esito dei tamponi alle Asl, considerato come fossero senza le necessarie autorizzazioni.

Associazione finalizzata alla truffa il reato ipotizzato

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Un tampone drive-in (Getty Images)

Sequestrate, nelle perquisizione, i kit per i tamponi, materiale informatico, ingenti quantità di denaro ed anche apparecchiature medicali per effettuare l’analisi dei tamponi. L’esito, come detto, non veniva segnalato all’Asl, tantomeno venivano posti in isolamento i positivi.

I macchinari sequestrati erano di derivazione veterinaria, progettati per evidenziare e rilevare i virus animali e quindi non adatte ad evidenziare la presenza del virus del Covid-19. La Procura di Napoli ha aperto l’indagine per associazione finalizzata alla truffa.

Bollettino
COVID-19 (Fonte GettyImages)

Le indagini potrebbero portare anche ad un inasprimento della pena, con tanto di contestazione del reato di epidemia dolosa nei confronti degli indagati. D’altronde gli uomini non hanno comunicato le positività all’Asl dando adito al contagio di diffondersi da parte di persone infette inconsapevoli.