Coprifuoco alle 22: il Governo introduce nuove restrizioni

Il Governo italiano guarda a quello francese. Dopo Macron anche Giuseppe Conte pensa al coprifuoco: “meglio una serrata adesso che non a Natale”. 

Coprifuoco alle 22? Le autorità si interrogano sulla possibilità di costringere gli italiani a restare in casa dopo le 10 di sera. Una scelta che potrebbe tranquillizzare la situazione. Ormai la curva dei contagi sale in modo rapido e inarrestabile: servono nuove misure.

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Così dopo il Dpcm – i cui effetti potranno essere valutati solo durante le prossime due settimane –  il premier Giuseppe Conte imita la Francia dove, a causa della crescita incontenibile dei contagi, è stato introdotto il coprifuoco alle 21.

Così per la fine del mese è prevista la chiusura serale di tutte le attività. Una serrata necessaria, sia per evitare un nuovo lockdown che, a detta del Governo, manderebbe in fumo tutti i progressi economici fatti fin ora, sia per allentare la presa a Natale. Con un Lockdown durante le cvacanze natalizie, infatti, si rischia di perdere circa 16 miliardi di euro a settimana: un disastro senza precedenti.

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Consiglio dei Ministri: dibattiti aperti su smart working e didattica a distanza

Mascherine a scuola
Mascherine a scuola (gettyimages)

Il Consiglio dei Ministri previsto per domani, dunque, deciderà sull’eventualità di introdurre o meno questa nuova stretta. Non solo. Ad essere discusse saranno anche la reintroduzione massiccia dello smart working insieme alla didattica a distanza.

E se sul primo punto sono tutti d’accordo – lo smart working eviterebbe il pericoloso assembramento sui mezzi di trasporto – la didattica a distanza divide. Basta guardare alla scelta di De Luca di chiudere le scuole che ha mandato su tutte le furie la ministra Azzolina.

E non si tratta solo della Campania. L’onda lunga del Coronavirus preoccupa tutta l’Italia da Nord a Sud, tant’è che in ogni regione si susseguono ordinanze restrittive. La Lombardia continua ad essere la Regione maggiormente colpiata, con Milano che conta oltre 500 contagi al giorno.

Numeri che, tuttavia, non prevedono interventi radicali. Il sindaco meneghino Beppe Sala, infatti, ritorna con il motto “Milano non si ferma” tentanto in ogni modo di tenere acceso il motore lombardo.