Nuovo lockdown: le città che rischiano di diventare zona rossa

Oggi scattano le misure di coprifuoco in tre regioni d’Italia, ma potrebbe non bastare: per gli esperti alcune città rischiano un nuovo lockdown.

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Torna l’incubo lockdown in alcune città (Getty Images)

La nuova ondata della pandemia di coronavirus che sta sconvolgendo il mondo potrebbe riportarci a dei lockdown localizzati. Questa è l’ipotesi di Walter Ricciardi, consigliere del Ministero della Salute attivo nel contrasto della pandemia sin dall’inizio. Al momento l’ipotesi di un blocco generalizzato del Paese sembra davvero lontana: le conseguenze economiche infatti sarebbero davvero troppo pesanti per un’economia già in crisi.

Al momento le città sotto stretta sorveglianza sono Napoli, Roma e Milano. In queste tre metropoli infatti la situazione dei contagi sembra essere già fuori controllo, e per gli esperti test a tappeto e tracciamento dei contatti non bastano più. Anche Genova finisce nel mirino come sorvegliata speciale, anche se il governatore della Liguria Giovanni Toti al momento esclude un vero e proprio blocco.

Nuovo lockdown in alcune città, quali sono i fattori da controllare

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Il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte (Getty Images)

I due fattori più rilevanti per capire se far scattare le misure di chiusura delle attività sono due. Il primo è l’indice RT, cioè l’indice di contagio per ogni persona positiva. Al momento l’indice nazionale è 1.5, ma a Milano l’indice attuale è di 2.35: secondo Antonio Giampiero Russo, responsabile dell’azienda sanitaria meneghina, un lockdown di due settimane sembra inevitabile.

Il secondo dato da controllare è la pressione che la pandemia sta causando sui reparti di terapia intensiva. Palazzo Chigi potrebbe aver già fissato la soglia di guardia a 2.300 pazienti ricoverati: superata questa cifra sembra automatica la partenza di lockdown localizzati. Il timore degli esperti è che il sistema sanitario arrivi al collasso prima dell’arrivo delle vaccinazioni.

Nel frattempo in tutto il paese le aziende sanitarie stanno rimettendo in funzione reparti e ospedali nati durante la prima fase dell’emergenza sanitaria. A Bergamo, per esempio, l’ospedale nato nella zona della Fiera sta ripartendo in questi giorni con 35 posti letto: una volta a regime i pazienti ospitabili saranno 142. A Genova, invece, Alisa (la società che gestisce la sanità per conto della Regione) sta riattivando i due ospedali dei quartieri di Sestri Ponente e Voltri come ospedali dedicati all’emergenza Covid.