Allarme Covid a Milano, la denuncia del 118 è spaventosa

In crescita a Milano, causa Covid,  il trend delle chiamate per problemi respiratori. “Sembra febbraio”, ha commentato un operato del 118 lombardo: situazione a rischio

Pronto soccorso ospedale
Pronto soccorso, ospedale (Gettyimages)

Sembra di essere tornati a Febbraio. Così ha commentato Claudio Colzani, coordinatore infermieristico del 118 di Milano. L’emergenza Covid nel capoluogo lombardo sembra aver ripreso il trend dello scorso inverno, quando in pieno lockdown i ricoveri crescevano in maniera spropositata di giorno in giorno. Situazione preoccupante anche secondo Alessandra Sforza, responsabile Sala Operatoria Regionale.

Il 17 ottobre, secondo Sforza, le richieste sono passate da 1200 a 1800 in un solo giorno. Milano sembra da qualche settimana tornata il centro dell’epidemia, come accadde nel marzo del 2020. Una situazione che in passato si è spiegata sicuramente con il primo focolaio al nord Italia, tra Lombardia e Veneto, ma che adesso vive tutta un’altra situazione. A rischio adesso l’area metropolitana che comprende Monza e Varese, mentre a differenza della prima ondata i casi maggiori si riscontrano in famiglia.

Ancora emergenza Covid a Milano: aumentano minuti di attesa per le ambulanze

pronto soccorso
Medici del pronto soccorso (Getty Images)

Sempre secondo gli operatori del 118 di Milano, la situazione Covid nel capoluogo lombardo, rischia di peggiorare nei prossimi giorni. Molti problemi insorti nell’ultimo periodo, in cui i contagi sono tornati a salire vertiginosamente. Le ambulanze e il pronto soccorso infatti in questi giorni è stato letteralmente preso d’assalto con moltissime chiamate e interventi. Ma il tempo di attesa cresce, a causa dello sproposito degli interventi, a volta anche inutili.

Molte persone infatti in preda al panico, si rivolgono direttamente al 118, ma Colzani lancia un appello. “Non siamo un centro informativo”, ha spiegato il coordinatore infermieristico, che ha poi pregato di rivolgersi per qualsiasi chiarimento ad Asl, medici di base e Ats. Le ambulanze devono infatti rimanere libere per le emergenze. Secondo Sforza invece, dal punto di vista dei nuovi positivi, il maggior numero di contagi sta avvenendo in famiglia o a lavoro.