Aborto vietato, scoppia la protesta: è sciopero generale

In Polonia scoppia la protesta, migliaia di manifestanti sono scesi in piazza. Il governo ha vietato l’aborto, ma le donne non ci stanno, siamo tornati decenni indietro. 

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Protesta in Polonia (screenshot Instagram)

E’ una settimana che la Polonia è invasa da manifestanti, sono scoppiate proteste in tutte le città polacche. A scatenare le donne è stata la decisione della Corte Costituzionale che ha reso di fatto illegale abortire in Polonia. Sappiamo che la Polonia è uno dei paesi con una delle legislazioni più restrittive per quanto riguarda l’interruzione della gravidanza. Questo è dovuto anche dal marcato orientamento conservatore e cattolico del paese.

La decisione della Corte Costituzionale, i cui giudici di maggioranza sono stati nominati dal Pis, ha sollevato una questione più generale sulla tutela dei diritti. Già nel 2016 era stato proposto di vietare l’aborto, ma era stata bloccata dalle proteste, le cosiddette “proteste in nero” che erano riuscite a bloccare tutto.

Polonia: aborto vietato, i manifestanti invadono le strade per sette giorni

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Proteste (Getty Images)

La Polonia ha reso di fatto impraticabile l’aborto legale, ma il paese non ci sta. Sono sette giorni che i manifestanti hanno invaso le strade di tutte le città polacche. Oggi c’è stato uno sciopero generale delle donne, che si sono assentate dal loro lavoro. Hanno preso parte anche molte dipendenti delle istituzioni, università e aziende private. Se nel 2016 queste proteste avevano bloccato la proposta di rendere illegale l’aborto in Polonia, sembra che ora l’incubo possa diventare realtà.

Ieri il primo ministro Matuesz Morawiecki ha condannato severamente i protestanti e ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per mettere fine alle manifestazioni. Il leader del partito conservatore Diritto e Giustizia (Pis) ha affermato che i manifestanti vogliono “distruggere la Polonia” e ha invitato tutti i suoi sostenitori a scendere in piazza per difendere le chiese.

L’Italia si schiera dalla parte dei protestanti, oggi in contemporanea con le manifestazioni in Polonia sono scesi in piazza anche a Milano e a Roma contro la sentenza della Corte Costituzionale.