“In classe la domenica”: la reazione della scuola alla proposta di De Micheli

Una proposta seria quella del ministro dei Trasporti De Micheli. Aprire la scuola il sabato e la domenica, per evitare congestioni su bus e treni. La bocciatura da più fronti.

Paola De Micheli
Il minstro dei Trasporti Paola De Micheli (Getty Images)

Quello scolastico è stato uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza Covid. A marzo la sospensione forzata delle lezioni, con l’avviamento della controversa e non sempre efficientissima didattica a distanza. Per tutta l’estate si è dibattuto della riapertura degli istituti fissata per settembre, con molte regioni però che hanno deciso di ritardare il ritorno in classe rispetto alla data prefissata.

Una riapertura che è servita a dare solo una parvenza di ritorno alla normalità, non fosse che appena un mese dopo molte scuole si sono trovate a chiudere di nuovo di fronte a un’impennata dei casi. Con la seconda ondata che si è fatta più aggressiva lo stesso Governo ha optato per un nuovo tutti a casa, mantenendo l’apertura solo di istituti fino alla prima media.

Il problema della scuola va di pari passo con quello legato al trasporto pubblico. Da tutta Italia nelle scorse settimane erano arrivate testimonianze foto e video di ragazzi ammassati su bus o tram, in barba alla norme base di distanziamento sociale anti Covid. E proprio dal ministro dei Trasporti Paola De Micheli è arrivata una proposta che ha già fatto discutere su più fronti.

De Micheli: scuola aperta la domenica. Ma non c’è personale

positivo covid bus
Getty Images

La De Micheli ha lanciato un’idea, vera proposta più che semplice provocazione. Quella di aprire gli istituti scolastici superiori il sabato (come avveniva fino a qualche anno fa) e soprattutto la domenica, così da evitare una congestione dei mezzi di trasporto distribuendo gli ingressi su più giorni della settimana. Una proposta che però non ha incontrato il favore degli esponenti del settore scolastico e in particolar modo degli insegnanti.

didattica in presenza
alunni con la mascherine a scuola (Gettyimages)

Sono proprio i docenti a illustrare una delle criticità (oltre a quella di carenza di personale) che si avrebbe con l’apertura nel weekend delle scuole. “I comuni e le province dovrebbero trovare i fondi per pagare energia elettrica, gas e acqua sette giorni su sette” fanno notare.Nel frattempo il ministro dell’Istruzione Azzolina e il Premier Conte valutano una possibile riapertura delle scuole superiori già per il prossimo 9 dicembre.