Terza ondata Covid, l’annuncio dell’OMS: “Quando ci sarà”

Nel pieno della seconda ondata Covid, con numeri dei nuovi positivi e terapizzati lentamente in calo, arriva l’allarme del’OMS per l’inizio del 2021, quando potrebbe arrivare la terza ondata.

Vaccino Covid (getty images)
Vaccino Covid (getty images)

La seconda ondata in questo autunno è arrivata forse più forte e aggressiva di quanto in molti non si aspettavano. La scorsa primavera, nel pieno della prima fase della pandemia Covid, in tanti avevano messo in allarme circa di rischi di ritrovarsi di fronte, passata l’estate, a un’emergenza da non sottovalutare. E la seconda ondata è arrivata, in alcune zone anche più aggressiva della prima, e ha costretto il Governo ad adottare misure contenitivo inedite, pur evitando un nuovo lockdown generalizzato.

Tra i dibattiti sui vaccini e sulle norme che dovremo osservare durante il periodo natalizio molti esperti hanno voluto mettere in guardia da quella che potrebbe essere la terza ondata della pandemia. Allarmi che sono stati spesso poco considerati ma che si fanno di giorno in giorno sempre più “rumorosi“. Recentemente si è espressa sul tema anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

OMS: terza ondata a inizio 2021

David Nabarro
David Nabarro (Getty Images)

La terza ondata, secondo l’OMS potrebbe anche anticipare l’arrivo del vaccino. Con la cura che è attesa tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio (ma molti esperti sono convinti che arriverà ancora dopo) c’è un annuncio di un esponente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un annuncio che mette in guardia tutta Europa.

David Nabarro, riferisce il Daily Mail, ha detto la sua in merito, riferendosi all’incapacità dell’Europa di “allestire” misure adeguate al contenimento del virus: “Se l’Europa non si attrezzerà in modo corretto si ritroverà, fin dall’inizio del 2021, al centro di una terza ondata della pandemia”. Tra le accuse dell’esponente OMS, quella alla Svizzera di decidere di riaprire gli impianti di sci.

David Nabarro oms
Getty Images

Prima di poter allentare tutte le strette adottate, secondo Nabarro, “… bisogna attendere fino a quando i numeri non saranno bassi e si manterranno bassi” cosa che l’Europa evidentemente non sta facendo, anticipando pericolosamente i tempi.