Patrimoniale, cos’è la proposta del PD che ha fatto impazzire tutti (anche il PD)

La Tassa Patrimoniale che spaventa i cittadini è stata proposta in uno dei 7mila emendamenti alla manovra di Bilancio 2021: come funziona

tassa
(Pixabay)

Ed arrivò la richiesta della tassa patrimoniale. Temuta dagli italiani più di ogni altra cosa, proposta a più riprese nell’arco degli anni scorsi alle varie manovre di bilancio, stavolta può davvero diventare realtà. La nuova Patrimoniale è infatti contenuta in uno dei 7mila emendamenti presentati alla Camera dei Deputati.

Si lavora alla nuova manovra di Bilancio del 2021, che vedrà notevoli scostamenti a conseguenza degli aiuti statali causa pandemia da Covid. Sarà, probabilmente, una manovra quasi da “lacrime e sangue” di montiana memoria; il governo, però, è pronto ad aiutare i cittadini colpiti duramente dal Covid e dal doppio lockdown tra marzo e novembre.

Ma in cosa consiste la Patrimoniale sulla manovra 2021? L’emendamento è stato presentato da Nicola Fratoianni, deputato di Liberi e Uguali e primo firmatario della proposta che ha visto la firma anche di Luca Pastorino, Rossella Muroni ed Erasmo Palazzotto di Leu ma anche di Matteo Orfini, Giuditta Pini, Chiara Gribaudo, Luca Rizzo Nervo e Fausto Raciti del Pd.

Patrimoniale: in cosa consiste

Tassa patrimoniale
Banconote

L’emendamento proposto da una parte della sinistra va a colpire la fascia alta dei contribuenti del nostro Paese. Nella proposta, infatti, è prevista l’imposta ordinaria per le persone fisiche che abbiano una ricchezza netta – derivante da beni mobili ed immobili in Italia ed all’estero – superiore ai 500mila euro netti al netto delle passività finanziarie.

L’imponibile è allo 0,2% per i valori tra i 500mila euro ed un un milione; l’aliquota sale allo 0,5% per chi ha un valore di oltre un milione di euro ma inferiore ai 5 milioni. L’1% per chi ha oltre 5 milioni di euro e fino ad un massimo di 50 milioni, mentre il 2% oltre ai 50 milioni e fino al miliardo di euro.

Le reazioni

Matteo Orfini
Matteo Orfini (Getty Images)

Nicola Fratoianni, il firmatario della proposta, ha spiegato come la proposta vada a colpire i grandi patrimoni che vadano a razionalizzare il sistema fiscale. Matteo Orfini, invece, sostiene come la proposta sia giusta ed equa e non debba essere considerata tabù.

“Mi hanno detto che sono pazzo, ma l’emendamento è moderato rimodulando il prelievo fiscale. I cittadini pagheranno meno tasse perché aboliamo imposta di bollo sui depositi e conti correnti ma anche l’imu. Al contempo – ha spiegato il deputato – a chi ha grandi patrimoni chiediamo un contributo dello 0,2%”.

“Nessuno ha il coraggio di spiegarla, ecco perché è considerata impopolare, ed al Pd chiedo di ritrovare coraggio, considerato come la sinistra sia il partito di ridistribuzione di ricchezza e potere”.

Dissenso unanime, manco a dirlo, dalla maggioranza grillina e dall’opposizione. Per Di Maio la patrimoniale è considerata impensabile al giorno d’oggi, mentre il centrodestra è compatto nell’attaccare i firmatari. Meloni e Salvini, leader – rispettivamente – di Fratelli d’Italia e Lega sono pronti a dare battaglia.