Stefano Ansaldi, il ginecologo ucciso a Milano: colpo di scena nelle indagini

Colpo di scena sul caso di Stefano Ansaldi, il ginecologo ucciso a Milano: le indagini, ora, potrebbero portare a percorrere un’altra pista. Rimane tutto da verificare.

Stefano Ansaldi Indagini
Stefano Ansaldi mentre operava in sala operatoria (Fonte Facebook)

Da alcuni giorni si parla di un gravissimo fatto di cronaca nera. L’uccisione del dottore Stefano Ansaldi. L’uomo, che di professione era precisamente un ginecologo, è stato trovato morto nelle strade di Milano. Già questo fatto aveva suscitato molte perplessità. Ora, qualche giorno dopo la sua morte, le indagini potrebbero virare su un altro campo, del tutto sconcertante.

Stando ai fatti il ginecologo potrebbe anche essersi suicidato. Ebbene sì, la pista del suicidio, anche se non concreta, potrebbe essere una pista da considerare. Non solo dall’opinione pubblica, ma all’interno delle indagini.

Alcune cose, o meglio, alcuni movimenti e oggetti rinvenuti sul posto non riescono a far quadrare l’ipotesi di omicidio. Per questo, nelle prossime ore, si aspettano altri accertamenti. La pista del suicidio potrebbe avanza di pari passo con l’esaminazione di alcuni atteggiamenti avuti prima del decesso dallo stesso Ansaldi.

Altra pista per la morte del ginecologo Stefano Ansaldi: non è da escludere il suicidio

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Stefano Ansaldi, il ginecologo trovato morto a Milano (Fonte Facebook)

Parliamo, sempre per ipotesi, di una pista che potrebbe dunque portare al suicidio. Se così fosse sarebbe un fatto sconcertante che cambia totalmente le carte in tavola. Stefano Ansaldi, nel momento del ritrovamento del corpo, aveva con sé ancora il Rolex e molti soldi nelle tasche.

In più, su tutti, quel coltello rivenuto accanto al corpo che sembra non essere stato toccato da nessuno. Non ci dovrebbero essere delle impronte. E questo è davvero un mistero. Inoltre, le telecamere di sicurezza, non riprendono nessuno fuggire nei pareggi subito dopo la morte del ginecologo. Anche i due nordafricani, che in un primo momento era stati indicati come possibili aggressori, avevano derubato un altro uomo nei paraggi.

E poi quel biglietto. Ansaldi aveva fatto un biglietto di sola andata, con direzione Milano. Nessuno si spiega il perché. Forse potrebbe essere tutta una questione di soldi, o meglio di debiti “nascosti”. Ma questo potrà dirlo solo il proseguo delle indagini. Ogni pista rimane ancora aperta.

 

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