“Qualcuno ha mangiato un pipistrello”: bufera su uno spot “anti-covid”- VIDEO

E’ bufera su una pubblicità di un marchio di pesca dell’Australia. Il video ha fatto il giro del mondo e ha inasprito le tensioni

BCF
BCF pubblicità (Screen video)

Se era necessario trovare un pretesto per aumentare le tensioni tra Cina e Australia, ecco che quest’ultima ha trovato una soluzione facendo girare una pubblicità che non migliorerà i rapporti tra le due. Si tratta di uno spot pubblicitario di un brand australiano di pesca.

Le critiche sono arrivate da ogni parte del mondo, ma anche dall’Australia stessa. Ma ormai il video, ha fatto il giro del web talmente veloce che fermarne la diffusione è praticamente impossibile. Il video in questione mostra una tranquilla famiglia che trascorre il lockdown nella splendida terra australiana passando il tempo in campeggio e a pesca. Stessa fortuna non è capitata ai suoceri che invece si trovano in Europa orientale ad una temperatura bassissima.

Il “bello”, se così si può dire, deve ancora arrivare. Il gesto che ha scosso il mondo è un uomo intento a mangiare un panino con un pipistrello. La cosa sta ad indicare che la colpa sarebbe di qualcuno che ha mangiato l’animale. Bufera quindi contro l’azienda BCF (Boating Camping Fishing). Il loro scopo era quello non tanto di mettere in cattiva luce gli altri Paesi, quanto invitare gli australiani che non possono muoversi ad esplorare la propria bellissima terra.

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Il conflitto tra Australia e Cina

Cina
Cina (Pixabay)

La pandemia ha inasprito senza dubbio molte tensioni che esistevano e una di queste è nata l’anno scorso, quando agli inizi del Coronavirus, il primo ministro dell’Australia ha deciso di fare indagini per conto proprio sull’inizio del virus. Ma non è tutto.

Anche dal punto di vista commerciale i loro rapporti non sono dei migliori. Pechino, verso fine 2020, ha aumentato le tariffe sull’importazione di vini australiani. Tutto nasce da un commercio sleale che sarebbe andato contro l’industria vinicola cinese. Questo, oltre a peggiorare i rapporti ormai rovinati da tempo, si aggiunge alla richiesta della Cina di evitare viaggi in Australia per paura di razzismo nei loro confronti. Quale sarà a questo punto l’effetto della pubblicità?