Chi è Flynn McGarry, il “Justin Bieber della cucina” ospite a Masterchef

Masterchef entra sempre più nel vivo. La decima edizione del talent di cucina più famoso d’Italia alza il livello e stasera vedrà ospite Flynn McGarry. Giovanissimo, ecco chi è.

Masterchef Italia (Screenshot Instagram)
Masterchef Italia, i giudici (Screenshot Instagram)

La decima edizione di MasterChef Italia entra sempre più nel vivo. Dopo le ulteriori due eliminazioni della scorsa puntata sono rimasti in 15 a contendersi il titolo: tra concorrenti in risalita (Monir) e conferme (Aquila) la sesta e settima puntata porteranno con loro altre uscite di scena e sorprese. Una settimana fa era entrato come ospite e giudice aggiunto il calabrese Nino Rossi, chef non ancora quarantenne che ha portato ai concorrenti una sfida a base di prodotti della sua terra.

Stasera, invece, sarà il turno di uno chef ancora più giovane. Non conosciuto al grande pubblico italiano ma affermato nel suo paese: si tratta di Flynn McGarry, ragazzo di appena 22 anni che da molti è stato soprannominato il “Justin Bieber della cucina” per la sua precocità e talento. Accanto a Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli ci sarà anche lui stasera per l’invention test. Lui, l’enfant prodige del GEM di Manhattan, valuterà i concorrenti che cucineranno con gli ingredienti che porterà direttamente da NY.

Flynn McGarry, ex bambino prodigio della cucina degli States

 

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La storia di chef McGarry è di quelle che vanno raccontate. Originario di Los Angeles, all’età di 10 anni si era stufato dei prodotti surgelati e riscaldati che si ritrovava a consumare con la sua famiglia. Decise quindi di prendere la situazione in mano e iniziare a dilettarsi tra i fornelli e i genitori, accortosi del talento del figlio, gli “costruirono” un mini laboratorio in camera dove poter affinare la sua tecnica, con tanto di di forno e macchina per il sottovuoto, Flynn iniziò a prendere confidenza con gli strumenti del mestiere e a 13 anni apre il suo primo temporary restaurant.

Il suo talento e la sua aspirazione lo porteranno a formarsi nelle cucine europee: per lui esperienze a Oslo per Maaemo e a Copenhagen al Geranium, con un passaggio anche in Italia in Calabria (dove ha lavorato in una fattoria come contadino) poi Modena, Bologna e Parma per imparare a fare la pasta fatta in casa.

 

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Tornato a New York, poi, ha aperto il suo primo ristorante permanente: il GEM, dove propone un menu degustazione da 12 portate a 155 dollari.