“Film per over 7” furia Salvini contro Disney+ ma fa un’altra gaffe – FOTO

Di qualche giorno fa la decisione di Disney+ di “etichettare” alcuni film in catalogo. Pellicole storiche e classici per bambini “rivolti” agli over 7 per tematiche particolari. Salvini ci costruisce sopra una polemica che non c’è.

Disney+ dumbo
Dumbo (fonte: screenshot Youtube)

Qualche giorno fa la notizia che Disney+, la nota piattaforma streaming di recente ha deciso di “etichettare” alcuni suoi grandi classici per alcuni temi trattati. I film in questione sono Dumbo, Peter Pan e Aristogatti: pellicole prodotte tra il 1941 e il 1970 che per tematiche trattate, e il modo in cui sono trattate, al giorno d’oggi risultano evidentemente anacronistiche e fuori tempo. Per questo il gigante del cinema ha deciso di apporre una sorta di avviso a inizio film per informare dei contenuti sensibili di cui si parla nelle varie storie.

Questo programma include rappresentazioni negative e/o trattamenti errati nei confronti di persone o culture – si legge nel fotogramma inserito nelle pellicole – Questi stereotipi e comportamenti erano sbagliati allora e lo sono ancora oggi”. Nessun divieto quindi, nessun ban o nessuna censura come invece vari titoli di testate e siti avevano fatto intendere.

È voluto entrare nella vicenda Matteo Salvini. Il leader della Lega si è scagliato contro la decisione della Disney, convinto che i film in questione siano stati vietati ai minori di sette anni.

“Sono senza parole” Salvini contro Disney+

salvini disney Facebook
Lo sfogo di Salvini su Facebook

Disney nei suoi “comunicati” informa che ha appositamente deciso di non “censurare” i film nelle parti più controverse per cercare di stimolare il dialogo e creare “insieme un futuro più incisivo“. Nessuna censura quindi per i tre grandi classici, proposti sempre integralmente nella piattaforma streaming. Salvini, però, evidentemente non ha approfondito la questione e ha urlato allo scandalo in un post social dedicato, parlando di film “vietati ai minori di sette anni“.

Sicuramente il leader della Lega, che in questo momento avrebbe pensieri ben più urgenti, è stato tratto in inganno da alcuni titoli sensazionalistici sulla questione.

Sarebbe bastato però che lui, o chi per lui, approfondisse un minimo la vicenda. Nessuna censura insomma alla base di tutto, solamente un avviso rivolto ai genitori dei bambini.