Mangiano la borragine e si mette male: coniugi in pericolo

A raccogliere la pianta di borragine era stato il marito, scambiandola per mandragola. Adesso i due coniugi di Castelvetrano rischiano grosso dopo aver ingerito le foglie: le loro condizioni

Una mano tocca la pianta di Borragine
Una pianta di Borragine (GettyImages)

Ennesimo caso di avvelenamento da mandragola in Sicilia. Questa volta è toccato a due coniugi di Castelvetrano, di 69 e 67 anni. A raccogliere la pianta in campagna era stato il marito, che scambiandola per borragine, l’aveva portata a casa e poi consumata insieme alla moglie. Un errore, quello dello scambio tra le due piante, che fortunatamente non si è rivelato fatale, grazie alla prontezza dei medici dell’ospedale Vittorio Emanuele di Castelvetrano.

Dopo aver accusato i primi sintomi da avvelenamento – vertigini, confusione mentale, diarrea – i due si sono recati all’ospedale in stato di allucinazione. I sanitari hanno intubato la coppia e trasferita in rianimazione. L’uomo è al momento ricoverato al Vittorio Emanuele, mentre la donna si trova al Trapani al Sant’Antonio Abate. Entrambi sarebbero fuori pericolo dopo le cure ricevuto.

Scambiano mandragola per borragine: ennesimo caso di avvelenamento

Auto carabinieri in primo piano
Un’auto dei carabinieri (Pixabay)

Nel 2020 diversi casi di avvelenamento da mandragola in Sicilia. Lo scorso novembre infatti un’altra coppia, questa volta di Terrasini, era rimasta intossicata per colpa della medesima svista. Anche in quel caso la pianta era stata raccolta in campagna, non acquistata. Fu l’intervento miracoloso di un Farmacista a salvare la coppia, che intuendo i sintomi si accorse dell’avvelenamento. Altro caso, sempre in Sicilia e sempre nel 2020, a Palermo nel mese di gennaio.

Anche quella volta l’errore fu lo scambio di mandragola per borragine, e a patire i traumi dell’avvelenamento erano state due donne di 72 e 56 anni, madre e figlia. Le donne avevano comprato la pianta da un venditore ambulante, anche il quell’occasione fortunatamente, entrambe le vittime dell’avvelenamento riuscirono a ricevere le cure in tempo e a salvarsi.