‘Ndrangheta e scambio elettorale: chiusa l’inchiesta. Cosa è emerso

E’ stata chiusa l’inchiesta sulla ‘Ndrangheta e lo scambio elettorale a livello regionale: cosa è emerso dalle indagini della Procura

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Una gazzella dei carabinieri (Getty Images)

‘Ndrangheta e politica vanno spesso a braccetto, come emerso nel corso degli ultimi anni dalle indagini delle varie Procure d’Italia. La corruzione, d’altronde, è una vera e propria piaga del nostro Paese e lo evidenzia anche la classifica stilata da Transparency che la colloca all’ottavo dei più corrotti d’Europa.

L’inchiesta Egomnia sul voto e la corruzione tra malavita organizzata e politica in Valle d’Aosta è stata chiusa dalla Procura di Torino. Indagati Renzo Testolin ed Antonio Fosson, entrambi ex governatori al pari di Laurent Vierin ma anche Stefano Borrello, ex assessori e l’ex consigliere Luca Bianchi.

Indagati anche Roberto Di Donato, Antonio Raso ed Alessandro Giachino; i fatti sono risalenti alle Regionali del 2018 ed al sostegno dei candidati di liste autonome. Non è certo la prima volta che le Procure siano costrette ad indagare su elezioni “truccate”, in ambienti dove la malavita organizzata ha posato le mani.

Concorso in scambio elettorale politico mafioso l’accusa mossa a Vierin e Testolin con Alessandro Giachino e Di Donno nell’inchiesta coordinata dalla Dda di Torino e dai carabinieri di Aosta. I due ex governatori avevano promesso di procurare voti agli ‘ndranghestisti; stessa accusa mossa anche a Fosson, in concorso con Antonio Raso.

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‘Ndrangheta e politica: le parole del Procuratore Gratteri

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Carabinieri (Getty Images)

Non è certo la prima volta che le magistrature italiane indaghino sui rapporti tra politica ed organizzazioni criminali; l’evoluzione della ‘Ndrangheta ha portato ad infiltrare nei palazzi del potere sempre più colletti bianchi, allo scopo di manovrare soprattutto gli appalti e l’enorme flusso di denaro che essi convogliano.

Non più tardi di due mesi fa, Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro, si lanciò in dichiarazioni chiare e precise. “La ‘ndrangheta corrompe sempre di più – spiegò – ha rapporti con la politica ed il mondo dell’imprenditoria” le sue parole che non lasciano equivoci.

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Carabinieri in azione (Fonte GettyImages)

Dichiarazioni lanciate nell’inchiesta che portò nell’inchiesta denominata “Basso profilo” dello scorso gennaio ad accusa Lorenzo Cesa di associazione a delinquere aggravata dalle modalità mafiose. Nell’occasione 13 arresti e 35 domiciliari in un’operazione coordinata dalla Dda di Catanzaro che ha visto il lavoro di Polizia di Stato, guardia di Finanza ed Arma dei Carabinieri oltre che della Direzione Investigativa Antimafia.