Vaccino Covid, lunga lettera di Grillo: “Regalateli”. L’appello fa riflettere

Beppe Grillo si esprime attraverso una lunga lettera e fa il punto della situazione sul vaccino Covid. Il fondatore del Movimento 5 Stelle pone l’attenzione su un tema decisamente importante

Beppe Grillo e le riflessioni sul Vaccino Covid
Beppe Grillo (Screenshot Instagram)

Cinque persone muoiono per il virus COVID-19 ogni minuto nel mondo perché non sono vaccinate. La proprietà privata dei brevetti dei vaccini ne impedisce la distruzione universale”, inizia così la lettera pubblicata sul blog di Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle. L’accorato appello, scritto per Angel Gurria, segretario generale dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico o, in una parola, l’OCSE, rimette insieme tanti pezzi delle sue storiche battaglie, ma che soprattutto guarda chi non è stato fortunato come noi.

E la storia di Albert Satin, l’inventore del vaccino per la poliomielite, ricordata subito dopo, ma anche alla fine del post, non serve ad altro se non a muovere le coscienze di quei 37 paesi che “sono tra i più ricchi del pianeta e rappresentano il 63% del Pil mondiale” e fare la storia. “Molte persone – diceva Satin, e scrive Grillo – hanno insistito perché brevettassi il mio vaccino antipolio, ma io non volevo. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo. Un esperto di virus ha il dovere di usare le sue conoscenze per il bene dell’umanità”.

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Beppe Grillo promuove il cambiamento per il vaccino anti-Covid

Beppe Grillo ironie vaccini
Beppe Grillo (Screenshot Instagram)

Il cambiamento che chiede, quindi, è questo: una tassa “da devolvere alla Banca Mondiale per acquisire i brevetti di tutti i vaccini efficaci COVID-19. Tutti gli ostacoli che potrebbero impedire la campagna di vaccinazione più ampia possibile devono essere rimossi”. Come un moderno Robin Hood, il comico genovese si auspica che i ricchi facciano la propria parte, e Gurria, attraverso le tasse giuste che finanziano il bene comune, deve promuovere il bene comune. Perché “questa è la democrazia”, per un contro di un capitalismo che, invece, è interessata solo al proprio bene.

D’altronde, afferma ancora la mente dei Cinque Stelle, la pandemia “non può essere eliminata vaccinando solo le popolazioni più ricche del mondo”, perché se i paesi poveri diventano un serbatoio del virus, tutti gli sforzi fatti diventerebbero vani. “Comprare un estintore è molto più economico che comprare un camion dei pompieri – azzarda ancora -. Gli estintori della pandemia globale oggi sono i vaccini. Se non agiamo oggi con l’estintore, avremo bisogno dei vigili del fuoco domani”. E conclude: “Chi farà la Storia in questa pandemia? Se non lei, signor Gurria, chi? Se non ora, quando?”.