Covid, dati falsificati per non entrare in zona rossa: blitz dei carabinieri

Dati dei contagi falsificati per evitare restrizioni e zona rossa. E’ quanto emerge dalle intercettazioni condotte dalla Procura

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Carabinieri (Fonte Getty Images)

Sotto la lente di ingrandimento i vertici dell’assessorato alla Salute della Sicilia. L’accusa della procura di Trapani è quella di dati dei contagi sull’isola compromessi e falsificati. Il periodo è quello compreso tra novembre e gennaio. Sono tre i procedimenti di arresti domiciliari a un dirigente regionale e a due suoi collaboratori. L’assessore Ruggero Razza, dopo aver ricevuto un avviso di garanzia, dovrà presentarsi agli inquirenti per essere interrogato. Nella tarda mattinata di oggi ha inoltre rassegnato le dimissioni.

Accuse di una gravità inaudita, sia dal punto di vista gestionale che da quello della salute e del contenimento della pandemia. La procura di Trapani, che ha agito in coordinamento dei Nas di Palermo, ha accusato i dirigenti di falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico.

Sicilia, dati covid falsificati: “Disegno Scellerato”

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Gazzella dei Carabinieri (Pixabay)

“Musumeci tratto in inganno, un disegno scellerato”. Ha parlato così il commissario delle indagini preliminari che dunque non colpevolizza il presidente di Regione. Intanto, l’assessore della Salute Ruggero Razza ha rilasciato le prime dichiarazioni. “Spesso abbiamo anticipato con delle restrizioni anche le mosse di Roma – si difende – in Sicilia l’epidemia è sempre stata monitorata con cura”. Non avevano bisogno di abbassare in contagi, visto che spesso la Sicilia ha agito anticipando le misure nazionali, secondo Razza dunque l’ipotesi di falsificazione al fine di evitare le restrizioni sarebbe infondata.

Il gip di Trapano Caterina Brignone ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare, per poi trasmettere gli atti a Palermo. L’inchiesta era nata quasi per caso, dopo che le forze dell’ordine avevano monitorato un centro analisi di Alcamo, che continuava a registrare tamponi in maniera errata.