La truffa telefonica del “Sì”, rispondi e sei nei guai: come difendersi

E’ tornata di moda una vecchia truffa telefonica. Una voce registrata incastra gli utenti, come difendersi e non finire nei guai

Smartphone
Uno smartphone (Getty Images)

Una voce registrata che finge di condurre una conversazione potrebbe indurvi a registrarvi a servizi contro volontà. E’ tornata di moda una vecchia truffa telefonica, che “intrappola” gli utenti con la loro stessa voce. Si, perchè tramite un consenso vocale alcune truffe potrebbero indurre a pronunciare il proprio nome, indirizzo, numero e anche la parola “sì”. In pratica, pronunciando tali frasi e le giuste risposte, i truffatori potrebbero servirsi dei vocal per registrare dei contratti vocali.

Rispondendo si potrebbe dare il consenso a chissà quali servizi non richiesti, con tariffe altissime. La truffa del momento, tornata di moda dopo anni, consiste in una telefona fake con una presunta fidanzata arrabbiata. “Ho trovato questo numero nel cellulare del mio fidanzato, perché lo chiami?”.

Truffa telefonica del sì: come tutelarsi

Cellulare
Uno smartphone (Getty Images)

La telefonata prosegue dunque in modo da poter estorcere quante più informazioni possibili. Ci sono le classiche telefonate dalla voce registrata che finge di esser un fidanzato, ma anche quelle dell’automobilista che ha trovato un biglietto sul parabrezza. E ancora la truffa del canone rai o del finanziamento. Insomma, c’è chi dice che si tratti di semplici scherzi, ma i consensi via telefono posso attivare anche dei contratti.

In ogni caso, qualora venisse utilizzata la propria voce per aderire a contratti o tariffe, la società sarebbe obbligata a fornire tutta la documentazione per una successiva firma e conferma. Per i contratti telefonici esiste inoltre il diritto di ripensamento, a tutela del consumatore. Le compagnie hanno dunque l’obbligo di inviare il documento per farlo firmare, dopo l’attivazione. Se tali diritti venissero violati e gli addebiti continuassero senza rimborsi, è possibile denunciare tramite all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).