Noto regista nei guai: le accuse di molestie si fanno serie

Un noto regista sempre più nei guai: le accuse di molestie sono pesantissime ma l’uomo è pronto a passare al contrattacco

donna vittima di molestie
donna vittima di molestie a testimoniare (Getty Images)

Il noto regista statunitense continua ad avere guai con la giustizia. Condannato a 23 anni di reclusione, è però pronto a passare al contrattacco attraverso i suoi legali. La giustizia è stata infatti pesantissima ed il suo processo è stato il più grande scandalo accaduto ad Hollywood a sfondo sessuale.

Decine di testimonianze, di dichiarazioni di donne molestate, e la condanna di colpevolezza per i reati di atto sessuale criminale di primo grado e stupro di terzo grado dopo che in principio era stato dichiarato non colpevole dei fatti. Un nuovo colpo di scena, però, sembra ormai certo all’orizzonte.

D’altronde proprio il caso scoppiato nel 2017 attorno al regista statunitense ha dato il via ad una vera e propria campagna mondiale e virale lanciata da Alyssa Milano su Twitter; l’hastah #MeToo si è rivelato clamoroso ed in tendenza in un amen, con migliaia di donne a denunciare abusi e violenze in tutto il Mondo. In Italia, promotrice è stata Asia Argento.

Noto regista pronto al contrattacco: l’idea

Harvey Weinstein
Harvey Weinstein (Getty Images)

Eppure Harvey Weinstein, come detto, è pronto al contrattacco. L’ex produttore cinematografico ha infatti annunciato ricorso chiedendo un nuovo processo. Il motivo? Gli errori commessi dal giudice James Burke che avrebbe dato il via libera alla testimonianza di quattro donne “vittime” senza, però, accogliere quella di un poliziotto della NYPD coinvolto nell’indagine e pronto a sostenere come si fosse trattato di dichiarazioni false da una delle donne.

Harvey Weinstein
Harvey Weinstein (Getty Images)

E’ solo una delle accuse sulle quali si appiglieranno gli avvocati dell’ex fondatore della Miramax pronto ad una nuova battaglia legale. L’obiettivo è chiaro; contestare ed annullare la condanna di 23 anni inflitta all’uomo nel gennaio del 2020.