L’auto elettrica piace ma non si vende!

La Renault Twizy ha dimostrato di piacere al pubblico visto che sono stati circa 8.000 i clienti che hanno approfittato del cosiddetto “porte aperte” per poter effettuare una prova. Il fatto che un’auto particolare come la Twizy desti tutto questo interesse fa capire che gli italiani sono interessati alle auto elettriche.

Purtroppo però a lato pratico, le immatricolazioni di vetture che utilizzano motori elettrici sono ai limiti dello scandaloso. Infatti, sono state immatricolate solo 163 vetture nel periodo compreso tra gennaio e aprile 2012. Ovviamente, viene spontaneo chiedersi quali siano i tanti motivi per cui le auto elettriche non hanno successo.

I motivi sono prevalentemente tre: 1) prestazioni ai limiti della decenza, se limitiamo il raggio d’azione alle citycar (ovviamente con una Tesla Roadster l’ottica cambia diversamente) 2) scarsa autonomia. Con le scarse infrastrutture a disposizione questo è un problema non da poco 3) prezzo di acquisto esagerato.

Tecnicamente per ovviare ai primi due problemi bisogna per forza di cosa incentivare il terzo: auto più tecnologiche costano di più e visto che al momento un’auto elettrica costa più del doppio di una vettura di uguale categoria ma con alimentazione a benzina, questa è una soluzione poco accettabile.

Quello che si dovrebbe fare è disporre di incentivi statali di un certo spessore che invoglino le poche persone che in questo periodo dispongono della liquidità necessaria per acquistare una nuova auto. Ma questo è più facile a dirsi che a farsi visto che i fondi necessari a questo scopo al momento non ci sono, purtroppo.

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