Calcio scommesse shock: Gattuso indagato a Cremona

E’ stato un risveglio traumatico quest’oggi per il calcio italiano. All’alba, gli agenti della squadra mobile di Cremona hanno eseguito l’arresto di quattro profili legati al filone d’inchiesta denominato Last Bet, partito nel lontano 2010 e che ha già visto coinvolti, fra gli altri, il capitano della Lazio Stefano Mauri e l’ex calciatore della Nazionale Beppe Signori.

Gli arrestati odierni sono Salvatore Spadaro e Francesco Bazzani, ritenuti dagli inquirenti il collegamento strategico fra i gruppi clandestini di scommesse e le società di calcio, oltre che Cosimo Ricci (dirigente del Riccione) e Fabio Quadri (factotum di Spadaro).

Ma a spiccare in queste ore è la notizia dell’inserimento nel registro degli indagati degli ex calciatori del Milan Gennaro Gattuso e Cristian Brocchi. L’accusa ipotizzata nei loro confronti è associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Sarebbero già state effettuate perquisizioni nelle proprietà dei due indagati.

In particolare, stando alle ricostruzioni degli inquirenti, Brocchi e Gattuso avrebbero intrattenuto contatti con due degli arrestati. Lo stesso Bazzani si sarebbe introdotto nel febbraio 2012 a Milanello, sede degli allenamenti del Milan in coincidenza con una serie di partite chiave (coinvolgenti anche Lazio e Juventus) sulle quali, l’indagato, avrebbe cercato di influire contattando proprio Gattuso.

Carattere deciso, personaggio trasversale, amato dai propri tifosi come dagli avversari, la notizia su Gattuso coglie di sorpresa l’intero panorama calcistico e non. In attesa del necessario iter processuale, la bandiera del Milan, Campione del Mondo nel 2006 e recentemente allenatore di Sion e Palermo, non ha ancora rilasciato dichiarazioni. Per il 35enne di Corigliano Calabro si tratta indubbiamente di un duro colpo all’immagine.

“Con l’operazione di oggi salgono a 120 gli indagati e 54 gli arrestati dalla fine del 2010. È questo il bilancio di tre anni di lavoro: un lavoro che non si è mai fermato e che dimostra che il fenomeno non è sopito”, le parole rilasciate in mattinata dal direttore del Servizio centrale operativo della Polizia, Raffaele Grassi.

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