Autostrade, Atlantia vende tutto? Le ipotesi nella riunione con Conte
Autostrade, Atlantia vende tutto? Le ipotesi nella riunione con Conte

Autostrade, Atlantia vende tutto? Le ipotesi nella riunione con Conte

Atlantia vende autostrade è una delle possibilità emerse dalla riunione con il premier Conte, i ministri dei trasporti e dell’Economia e capi delegazione maggioranza

Atlantia vende autostrade? Si tratta di una delle opzione al vaglio dopo la riunione tra il Premier Conte, De Micheli, il ministro dei trasporti, Gualtieri dell’Economia ed i capi delegazione della maggioranza.

L’obiettivo è portare Atlantia a cedere le quote di maggioranza di Aspi da destinare a F2i, Cassa depositi e prestiti ed altri fondi di casse di previdenza. Esistono, però, anche altre opzioni; la revoca delle concessioni oppure indennizzo da pagare da parte di Autostrade, con l’obiettivo di procedere ad investimenti ed alla costruzione di opere compensative.

Anche in questo campo la maggioranza è spaccata. I 5 Stelle e Leu infatti spingono per la prima opzione, considerando troppo “leggero” il secondo piano. Pd ed Italia Viva, invece caldeggiano il piano B, peché considerano la cessione delle quote troppo duro come piano.

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Atlantia vende autostrade: primo screzio la caduta del Ponte Morandi

Atlantia vende autostrade
Autostrada (Getty Images)

I Benetton, proprietari di Atlantia, detengono l’88% di Autostrade e sono disposti a cedere quote fino ad arrivare al 50% (a fronte di una richiesta dei 5 Stelle del 30%). Ma quando iniziarono gli screzi tra il partito di maggioranza ed Atlantia?

Il crollo del Ponte Morandi a Genova diede il via alla guerra fredda tra il Movimento 5 Stelle ed i Benetton. L’allora vicepremier Di Maio, di concerto con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, si affrettò subito a minacciare la revoca della concessione di Austrostrade ad Atlantia.

Il partito di governo infatti accusò i Benetton di negligenza; secondo i grillini, Atlantia non si adoperò in interventi di prevenzione provocando di fatto la strage nella quale morirono 38 persone. Attacco subito respinto dalla holding che rivelò di investimenti per 2,1 miliardi di euro in 5 anni per manutenzione, viabilità e sicurezza sugli oltre 3.000 km di austostrade in gestione.