De Luca non ferma la guerra alla movida: stop agli alcolici
De Luca non ferma la guerra alla movida: stop agli alcolici

De Luca non ferma la guerra alla movida: stop agli alcolici

La movida in Campania chiude all’una: ma De Luca dichiara guerra agli alcolici.  Stop all’asporto dopo le 22

Nuova ordinanza di De Luca con lo stop agli alcolici. La movida in Campania chiude all’una. Una bella notizia per tutti i giovani cittadini abituati alle ore piccole nei locali del centro storico e del lungomare, soprattutto a Napoli. La fase 2 è entrata sempre più nel vivo e, con essa, anche le maglie dei divieti iniziano ad allargarsi.

Una nuova ordinanza del governatore infatti ha spostato in avanti l’orario di chiusura di baretti, chioschi, vinerie, esercizi di somministrazione ambulanti di bevande oltre a pasticcerie e gelaterie. La serranda dovrà abbassarsi all’una e non più alle 23 come prevedeva l’ordinanza precedente.

E’ però vietato vendere bevande di qualsiasi gradazione alcolica dopo le ore 22 da asporto. Inoltre dalle ore 22 alle ore 6 sarà proibito consumarle nei luoghi pubblici e nelle ville. Una sorta di freno dopo le immagini ancora vive nei nostri occhi del week end scorso.

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Campania, stop agli alcolici: l’ordinanza di De Luca

Movida in Campania chiude all'una
bicchiere di birra (Getty Images)

Il prolungamento della movida in Campania è stato sancito con l’ordinanza numero 53 firmata dal presidente della Regione Vincenzo De Luca. Nella suddetta ordinanza c’è anche l’obbligo per i baretti e vinerie di somministrazione, dopo le 22, di alcolici esclusivamente al banco.

Il governatore, poi raccomanda ai comuni ed alle autorità competenti di intensificare la vigilanza per evitare assembramenti.

Al contempo consente alle amministrazioni locali di chiudere parchi o ville sul territorio qualora non fosse possibile garantire il distanziamento sociale di almeno un metro tra le persone, mentre resteranno chiuse le sale da ballo e le discoteche, sia all’aperto che al chiuso.

Le attività commerciali, di ristorazione ed economiche, fino al 31 luglio, non avranno l’obbligo della chiusura festiva proprio per consentire la fruizione dilazionata dei servizi.

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