Silvio Berlusconi lascia il Palazzo del “bunga bunga”
Silvio Berlusconi lascia il Palazzo del “bunga bunga”

Silvio Berlusconi lascia il Palazzo del “bunga bunga”

Silvio Berlusconi dà l’addio al Palazzo epicentro degli incontri con Putin e della sua vita politica romana. Senza dimenticare le “serate”

Silvio Berlusconi lascerà Palazzo Grazioli, la storica residenza romana epicentro della sua vita capitolina. E’ quanto afferma Il Messaggero che spiega come alla base della decisione vi sia anche un fattore economico. Il leader di Forza Italia, infatti, sborsa 40mila euro al mese per quella residenza ed avrebbe deciso di darci un taglio. Lascerà il centro di Roma quindi, ma si sposterà solo di qualche km. Il nuovo quartier generale romano di Silvio Berlusconi e, contestualmente, di Forza Italia, sarà la villa tra Appia Antica e Appia Pignatelli, di sua proprietà e dimora di Franco Zeffirelli fino al giorno della sua dipartita.

La villa in questione fu acquistata dal Cavaliere per poco meno di 4 miliardi di lire nel 2001 e da allora decise di prestarla all’ex amico e regista. Con la scomparsa di Zeffirelli, Berlusconi avrebbe iniziato a valutare il trasloco.

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Silvio Berlusconi abbandona Palazzo Grazioli: la motivazione

silvio berlusconi
Silvio Berlusconi

La decisione di Berlusconi sarebbe arrivata anche per dare un taglio alle spese. Palazzo Grazioli non è più fondamentale, perché il Cavaliere avrebbe deciso di muoversi soprattutto tra la dimora di Arcore, la villa in Provenza della figlia Marina e Bruxelles, per tenere d’occhio le vicende politiche europee. Ecco perché Palazzo Grazioli non è più ritenuto fondamentale, alla luce della presenza nella Capitale di una dimora di proprietà.

Palazzo Grazioli è stato però l’epicentro della sua vita capitolina. In quella sede incontrava Putin, Presidente della Russia, per serate a tema politica ma anche divertimento; incontri internazionali ma non solo, perché Palazzo Grazioli è stato protagonista anche di incontri politici del partito e di problemi giudiziari, come il “bunga bunga”.