Garmin, continuano i guai causati dall’attacco ransomware

Un vasto attacco informatico contro Garmin Connect sta causando rallentamenti e difficoltà nella sincronizzazione dei dispositivi.

Mercoledì scorso, come riferito dai principali siti di tecnologia di tutto il mondo, l’azienda statunitense Garmin ha subìto un attacco da parte di hacker. Milioni di utenti hanno segnalato che i loro orologi da fitness compatibili con il servizio Garmin Connect avevano smesso di funzionare. La app, irraggiungibile per giorni, è una delle più scaricate e utilizzate da ciclisti, runner e sportivi. Serve a registrare i tragitti e molti altri dati relativi agli allenamenti.

Gli esperti di attacchi informatici hanno spiegato che quello subìto da Garmin potrebbe essere un attacco di tipo ransomware. Si tratta, in senso lato, di un particolare tipo di software malevolo che infetta i dispositivi rendendoli inutilizzabili. Segue in genere una richiesta di pagamento per sbloccare il dispositivo o l’infrastruttura oggetto dell’attacco. Alcuni addetti hanno ipotizzato che si tratti di “WastedLocker”, uno dei più conosciuti malware di questo genere ma per fortuna non uno dei più temuti in assoluto.

I gravi e persistenti malfunzionamenti hanno riguardato anche i rilevatori GPS di Garmin, il servizio di supporto alla navigazione aerea FlyGarmin e persino i call center della società. Secondo la maggior parte degli osservatori l’attacco potrebbe gravemente indebolire la reputazione dell’azienda statunitense, tra i leader nel mercato dei navigatori e dei dispositivi indossabili.

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Attacco a Garmin, primi segni di ripresa

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(Getty Images)

Il sito statunitense di tecnologia The Verge riferisce che alcuni servizi forniti da Garmin hanno da qualche ora ricominciato a funzionare. La sincronizzazione dei contenuti raccolti dalla app Garmin Connect è di nuovo attiva, come confermano alcuni utenti sui social. L’accesso ai server di Garmin è tuttavia ancora descritto dall’azienda come “limitato” a causa di un necessario intervento di manutenzione. La situazione non è ancora completamente tornata alla normalità.

Come specificato dall’azienda sabato scorso non risulta che l’interruzione del servizio abbia finora in alcun modo determinato eventuali perdite o leak di dati personali relativi agli utenti. Anche i sistemi di pagamento non risulterebbero coinvolti nel disservizio.