Perù, scomparse più di 900 donne durante il lockdown: si teme il peggio
Perù, scomparse più di 900 donne durante il lockdown: si teme il peggio

Perù, scomparse più di 900 donne durante il lockdown: si teme il peggio

In Perù, dall’inizio del lockdown dovuto allo scoppio della pandemia da coronavirus, sono scomparse più di 900 donne. Per loro si teme il peggio.

Bruttissime notizie dal Perù. Secondo dei dati riportati di recente, durante il lockdown forzato “per colpa” del coronavirus, sarebbero scomparse più di 900 donne: esattamente 915. Nella nazione andina il dramma dell’uccisione, degli abusi, della violenza e del “silenzio” sulle donne è un problema grande, troppo grande, per passare inosservato. Un processo brutale che si è amplificato quando, tutti quanti, siamo stati costretti a rimanere nelle nostre case. Tutto il giorno con delle “bestie” (chiamarli uomini, in questi casi, equivarrebbe a fare loro un complimento) dentro le mura domestiche. Un’allarme che, come dicevamo poc’anzi, non può e non deve rimanere inosservato, come non lo è rimasto per Eliana Revollar, una donna che si batte da tempo su codesto problema e che guida l’ufficio per i diritti delle donne del Difensore civico nazionale.

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Donne scomparse in Perù: il fenomeno spiegato da Eliana Revollar

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La maggior parte delle donne scomparse in Perù sono minorenni (Foto Facebook Insieme per le donne)

Un fenomeno del tutto negativo. Un fatto (ripetuto ad ampio raggio) che non può sollevare soltanto l’indignazione generale. In alcuni Paesi del globo il tasso di violenza, di abusi e di uccisione sulle donne è ancora troppo elevato. L’emancipazione della donna, come lo è stato in altre nazioni nei tempi addietro, passa soprattutto sull’abolizione di certe pratiche che, ripetiamo, spesso rimangono nel dimenticatoio generale. Proprio per questo motivo c’è chi, ogni giorno, si batte per portare alla luce il problema.

Una di queste figure è rappresentata da Eliana Revollar. Una donna (appunto) che guida l’ufficio per i diritti delle donne del Difensore civico nazionale e che ha dichiarato: “Il 70% delle vittime è minorenne – afferma la Revollar – Durante la quarantena, dal 16 marzo al 30 giugno, 915 donne in Perù sono state segnalate come disperse. E, purtroppo, per loro si teme il peggio. Potrebbero essere tutte morte”. Parole dure e di poca speranza, ma che, giustamente, evidenziano la situazione per ciò che effettivamente rappresenta: un dramma da eliminare il più presto possibile.

Ricordiamo che prima dell’epidemia di coronavirus, ogni giorno, sparivano cinque donne in Perù. Con l’arrivo del lockdown e della “chiusura forzata” all’interno delle mura domestiche sono diventate otto al giorno. Un dramma, che ripetiamo, non può più passare inosservato. Delle vite che si spengono nel silenzio nazionale e globale. Qualcuno non diceva che il lockdown c’avrebbe messo tutti sullo stesso livello? Bene, in questi casi, sarebbe opportuno agire come fossimo un tutt’uno ai sensi, non della legge, ma dell’umanità.

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