Coronavirus, team di Facebook elimina post di Trump

Il team di Facebook elimina un post di Donald Trump in relazione ad alcune dichiarazioni sul coronavirus: al centro dello scritto i bambini.

Prima Twitter ora anche Facebook. Sembra essersi scatenata una guerra tra i vari social network e Donald Trump. Più che guerra, però, il tycoon sembra non essere consapevole della risonanza che hanno alcune sue parole gettate in pasto ai cittadini. Troppe “disattenzioni”, o meglio pressapochezza, hanno portato all’inevitabile scontro. Nelle ultime ore il team di Facebook ha letteralmente eliminato un post del presidente Usa inerente alla vicenda del coronavirus. Trump aveva dichiarato la “quasi immunità dei bambini dal virus stesso”. Inaccettabile tutto ciò dagli addetti al settore del più famoso social network al mondo. Post eliminato e scontro aperto.

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Facebook contro Trump: il presidente insiste con alcune “personali” dichiarazioni sul coronavirus

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Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti d’America (Getty Images)

Mentre il numero totale di contagiati in Usa sfiora i 5 milioni di persone e il numero delle vittime sale a 158.000, con altri 1.262 decessi nelle ultime 24 ore, Trump è “inarrestabile” e continua a spararla grossa: “Il virus se ne sta andando e tutto ciò avviene grazie alla ottima gestione della mia amministrazione sulla vicenda in questione”. Meglio non pronunciarsi su queste affermazioni. Non si è pronunciato nemmeno il team di Facebook. Senza emettere alcuna parola, come poc’anzi detto, ha cancellato un post pericolo dello stesso presidente Usa, dichiarando che: “Si tratta di contenuti che contengono affermazioni false e dannose che violano le nostre regole sulla disinformazione”. Secco, preciso e pronto ad opporsi. Facebook mai così cristallino come oggi.

Mentre il “social blu” eliminava il post di Trump, quest’ultimo, oltre a elogiare il suo operato durante la pandemia, ha attaccato i democratici sostenendo che: “I democratici vogliono le scuole chiuse per motivi politici”. Come sempre mezza battuta, parole gettate “nel fango”, senza un minimo di spiegazione. Il countdown per le elezioni di novembre è ormai partito. Siamo a meno di tre mesi dal fatidico giorno e la situazione inizia a scaldarsi come una torrida giornata di mezza estate.

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