Daisy Coleman morta suicida a 23 anni: denunciò in un film gli abusi subiti

Daisy Coleman si è suicidata a soli 23 anni. Aveva raccontato la sua storia di abusi in un documentario.

Una delle protagoniste del documentario “Audrie e Daisy“, la 23enne Daisy Coleman, si è suicidata martedì. La notizia arriva da un post sul profilo Facebook della madre Melinda. La donna racconta che ha mandato la polizia a controllare la casa della figlia perché non ne aveva notizie da qualche giorno. Lì i poliziotti hanno purtroppo scoperto il cadavere della giovane. La madre non nasconde il dolore profondissimo causatole dalla morte della figlia. Racconta infatti che Daisy era per lei una migliore amica, oltre che una figlia, e che avrebbe voluto prendersi tutto il male che provava. La giovane aveva partecipato ad un documentario raccontando la sua storia di abusi subiti quando aveva solo 14 anni. Secondo la madre sono proprio le conseguenze di quell’abuso ad aver spinto la giovane al suicidio.

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Daisy Coleman suicida, la sua storia in un documentario

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Daisy Coleman (a destra) con degli amici (Facebook)

La storia di Daisy Coleman è diventata famosa nel mondo dopo la pubblicazione del documentario “Audrie e Daisy”. Il documentario, diretto da Bonni Cohen e Jon Shenk, racconta la storia delle due ragazze vittime di violenze sessuali. La Coleman infatti ha subito uno stupro nel 2012 quando aveva solo 14 anni. La ragazza stava partecipando ad una festa a Maryville, in Montana, quando un ragazzo ha abusato di lei. Nessuno è stato mai condannato per le violenze: anzi, quando la notizia è diventata di dominio pubblico la giovane Daisy è stata vittima di molestie su internet e a scuola. Anche Audrie Pott, l’altra protagonista del documentario, è stata stuprata, stavolta a Saratoga in California: la giovane si è suicidata 10 giorni dopo le violenze. La Coleman ha fondato anche un’organizzazione che si occupa di prevenire le violenze sessuali e aiutare le vittime a superare il trauma. L’associazione, che si chiama SafeBAE e ha più di 6000 like su Facebook, ha ricordato la sua fondatrice con una serie di post in sua memoria.

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