Usa, sentenza Snowden: “Dopo 7 anni mai avrei immaginato di trionfare in Usa”

Negli Usa torna a far parlare la famosa e storica sentenza contro Edward Snowden: qualcuno, dopo 7 anni, gli ha dato ragione.

Il caro e buon Edward Snowden. Un professionista informatico, un ragazzo in apparenza molto timido (come si era definito lui stesso), eppure con un coraggio da vendere. Lo stesso coraggio che ha dovuto mettere in campo, defilandosi tra pc ed e-mail, nel suo posto di lavoro al servizio degli Stati Uniti d’America. Più che degli Usa, Snowden faceva parte di un gruppo di informatici che lavorava la National Security Agency (Nsa). Una carriera avviata, un “posto sicuro”. Eppure, dopo un periodo abbastanza lungo, Edward ha affrontato il “mostro”, portando alla luce e divulgando verso tutta l’opinione pubblica delle sconcertanti verità sulle intercettazioni che l’azienda metteva in atto ai danni di milioni di cittadini americani.

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Corte Usa dà ragione a Snowden: dopo 7 anni dalla sua sentenza arriva la prima vittoria

Ci son voluti ben 7 anni, un esilio e un’altra vita, che lui stesso, si è rifatto a Mosca. Da poche ore è uscita la notizia nella quale si apprende che una corte Usa abbia dato ragione a Edward Snowden. Sette anni dopo quella partenza con esilio e dopo aver rivelato agli Stati Uniti d’America e a tutto il mondo intero le scioccanti operazioni di sorveglianza di massa dell’Nsa ai danni di moltissimi cittadini americani, una corte d’appello Usa ha riconosciuto che quel programma era illegale e che non ci fu verità nelle affermazioni dei leader dell’intelligence americana quando dovettero difenderlo.

Così Snowden, che ora vive ed è sposato a Mosca, si prende la sua grandissima rivincita, che comunque arriva dopo anni di dure battaglie in cui ha dovuto lasciare il suo paese d’origine. Andare via per aver detto la verità Ma si sa: il tempo è galantuomo. Lo stesso Snowden ha voluto rilasciare qualche dichiarazioni in merito a questa importante e storica giornata: “Mai avrei creduto di poter essere ancora in vita assistendo a tutto ciò: la condanna, da parte di una corte Usa, ai leader dell’intelligence Nsa e alle loro losche attività'”. L’informatico, davvero soddisfatto, conclude in questo modo: “Oltretutto non mi sarei aspettato di parole di merito e di stima nei miei confronti”.

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