Poste Italiane, raccomandate “sparite”: multa record dell’Antitrust

Multa record per Poste Italiane: secondo l’Antitrust la società avrebbe fatto pubblicità ingannevole ad alcuni servizi.

La vicenda che ha coinvolto Poste Italiane davanti all’Antitrust si conclude con una multa davvero salata. La società che gestisce il servizio postale italiano infatti dovrà pagare una multa di 5 milioni di euro per pubblicità ingannevole. Ha deciso così l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dopo un esposto contro la pubblicità delle raccomandate. Secondo il garante infatti la società avrebbe pubblicizzato alcune caratteristiche del servizio di consegna e ritiro delle raccomandate senza poi applicarle. Sempre secondo il garante questo comportamento, oltre a violare le norme sulla correttezza delle pubblicità, ha causato un grave danno anche al sistema della giustizia in Italia. Molti atti giudiziari infatti, riconoscibili grazie alla caratteristica busta verde, vengono spediti con posta raccomandata: ad esempio le multe per violazione del Codice della Strada.

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Multa per Poste Italiane, la società: “Noi sempre corretti”

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Il CEO di Poste Italiane Matteo Del Fante (Getty Images)

Poste Italiane pagherà una multa salata di ben 5 milioni di euro per pubblicità ingannevole. La cifra, per quanto importante, non sarà deterrente per la società: i profitti nel 2019 infatti sono stati di 3,492 miliardi di euro. Da anni il Garante della Concorrenza chiede che venga applicata una direttiva europea che alza il limite massimo per le multe per pubblicità ingannevole. La società, che non ha ancora commentato la decisione dell’Antitrust, ha sempre difeso con forza la propria posizione. Secondo il gruppo, di cui è presidente Maria Bianca Farina, i reclami per la mancata consegna delle raccomandate nel 2019 sono stati meno di mille, rispetto ai 120 milioni di consegne fatte. Per questo motivo la compagnia ha sempre difeso il proprio servizio, rimandando al mittente tutte le accuse. Ora però la decisione dell’Antitrust stabilisce che Poste Italiane ha violato le norme sulla pubblicità.

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