Covid. Vera svolta per il Vaccino: La prova da aprile a luglio risulta sicura

I test effettuati in Cina per il vaccino contro il Coronavirus tra aprile e luglio sono risultati sicuri. Ora si attende la fase 3

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Vaccino Coronavirus (gettyimages)

Dalla Cina arrivano buone notizie per il vaccino. E’ giunta da poco la notizia che il vaccino cinese BBIBP-CorV è risultato sicuro ai test. A confermare la sicurezza sono i risultati preliminari della sperimentazione di fase 1-2 riportati dalla rivista The lance Infectious Diseases. I test di sperimentazione sono stati effettuati su 600 volontari con età compresa tra 1 18 e gli 80 anni.

La sperimentazione è stata seguita in Cina nella prima metà del 2020, tra 29 aprile e 30 luglio. Il risultato dello studio è che tutte le persone sottoposte a vaccino hanno risposto positivamente entro i 42 giorni. La cosa più sorprendente è che il test abbia funzionato anche sugli anziani oltre i 60 anni, considerati la categoria più a rischio dalla prima comparsa del virus.

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Non sono state riportati degli effetti collaterali gravi alle sostanze somministrate. L’unico fastidio più comune lamentato dai  tester è il dolore al sito di iniezione. L’obiettivo del vaccino studiato è quello di stimolare il sistema immunitario contro il nuovo Coronavirus, la cosa non ancora certa è se sia in grado di proteggere dall’infezione. La risposta tuttavia arriverà durante la fase 3.

I vaccini in fase tre

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Cina. Vaccino Coronavirus (gettyimages)

Tra le prime fasi di valutazione vi sono 182 vaccini, decine sono in valutazione per la fase 3. E’ necessario capire quindi quanti di quelli che nelle prime fasi riescono a sviluppare gli anticorpi, quanti sono poi quelli che realmente sono efficaci contro la malattia. In tal proposito il virologo Carlo Federico Perno direttore dell’Unità di Microbiologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, ha spiegato quando è possibile parlare di vaccino reale.

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Tutto dipende dalla fatidica fase 3, ovvero quando questo viene somministrato a un numero di persone scelte tra quelle più a rischio contagio. Viene messo successivamente a confronto con un altro numero di persone al quale non viene somministrato niente oppure un placebo. Se il preparato dato al primo gruppo è in grado di proteggere contro il virus, allora si avrà finalmente il tanto atteso vaccino.