Cesare Battisti chiede i domiciliari ma rifiuta le visite mediche: cosa c’è sotto

L’ex terrorista dei Pac Cesare Battisti, ha richesto i domiciliari per problemi di salute ma in carcere rifiuta la visita del medico

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Cesare Battisti, pronto il trasferimento al carcere di Rossano (Getty Images)

 

Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Pac, è stato trasferito al reparto di Alta Sicurezza del carcere di Rossano, in Calabria, dove si trovano i terroristi islamici. Diverse volte Battisti aveva richiesto di non essere trasferito in quel reparto poiché negli anni in cui si trovava in Brasile aveva ricevuto delle minacce da parte dell’Isis e di Al Qaeda.

Poco dopo il trasferimento, l’ex terrorista è stato raggiunto da Mauro Palma, il Garante nazionale dei detenuti che Battisti si è rifiutato inizialmente di vedere. Attualmente l’uomo si trova in una cella singola, ma ha la possibilità di scegliere se svolgere delle ore previste di socialità in compagnia di un detenuto italiano oppure con i terroristi islamici.

L’ex terrorista, dopo il trasferimento, ha chiesto al magistrato a causa di problemi di salute, che venga rinviata l’esecuzione della pena con detenzione domiciliare. La cosa che appare strana nella faccenda è che l’uomo (65 anni) si sia rifiutato di farsi visitare da un medico, ma la richiesta dei domiciliari a causa di questi presunti problemi è avvenuta prima che Battisti venisse spostato al reparto As2.

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Cesare Battisti chiede i domiciliari

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Cesare Battisti (dal web)

 

Del resto non è la prima e probabilmente nemmeno l’ultima volta che Battisti cerchi di impietosire qualcuno. Un mese fa ha cercato di dimostrare l’illegittimità del suo isolamento attraverso lo sciopero della fame. L’uomo si trovava in cella di isolamento  al carcere di Oristano.

Cesare Battisti è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di quattro persone ed è stato arrestato nel 2019 dopo aver latitato per 37 anni. Data la situazione, non si può pensare che venga trattato come tutti già altri detenuti. Eppure l’ex terrorista ha tentato attraverso le parole di far cambiare le cose, finché ha deciso di passare a un gesto più forte come quello dello sciopero della fame e il rifiuto delle cure per le malattie delle quali soffre.

Un fatto impossibile da accettare soprattutto dalle famiglie delle persone uccise. Ma a parer suo e del suo difensore,  l’isolamento di Battisti era del tutto illegittimo. Nei primi periodi del Covid, inoltre, l’uomo aveva richiesto di uscire dal carcere per motivi di salute, ma l’istanza fu respinta. Poco dopo, a luglio precisamente,  Battisti ha presentati alla Procura di Roma una denuncia per abuso d’ufficio sul fatto riguardante il suo isolamento “forzato”.

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