Tamponi dai medici di base e pediatri: come funziona

Il Ministero per gli Affari Regionali annuncia l’intesa sull’affidamento di tamponi ed esami sierologici ai medici di base: come funzioneranno le diagnosi anti-Covid?

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Il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini (Getty Images)

I medici di base e i pediatri potranno fare i test rapidi anti-Covid, cioè tamponi e test sierologici. Questo è il succo della nuova intesa siglata dalla Conferenza Stato-Regioni, dal Ministero degli Affari Regionali e dal Ministero della Sanità. Proprio il ministro Francesco Boccia ha reso nota l’approvazione di questa intesa, che rinnova quella già approvata qualche mese fa.

Il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che presiede anche la Conferenza Stato-Regioni, si è detto soddisfatto dell’accordo raggiunto. La nuova delibera permette di passare alla fase operativa dell’Accordo che delega a medici di base e pediatri di libera scelta la possibilità di fare tamponi. Nonostante la soddisfazione dei governatori regionali, i medici di medicina generale hanno polemizzato molto sulla scelta.

I sindacati dei medici infatti hanno sollevato numerosi dubbi sulla possibilità di lavorare in sicurezza nei propri studi. In questo senso però le polemiche hanno avuto vita breve: i test infatti verranno eseguiti in strutture messe a disposizione dalle ASL, dai Comuni o dalla Protezione Civile.

Tamponi dai medici di base, la situazione del Covid nelle Regioni

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Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio (Getty Images)

La decisione della Conferenza Stato-Regioni, che delega ai medici di base l’esecuzione dei test rapidi anti-Covid, punta a ridurre la pressione sugli ospedali. In molte regioni infatti le strutture ospedaliere sono quasi sature, sia come disponibilità in terapia intensiva che come possibilità di visita in pronto soccorso.

Per questo motivo in molte regioni i governatori stanno cercando delle soluzioni per ridurre la crescita dei contagi. In Piemonte il governatore Alberto Cirio ha deciso di ridurre la capienza dei mezzi pubblici al 50% massimo. Torna anche la didattica a distanza al 100% per tutti gli studenti delle scuole superiori. Anche la Valle d’Aosta potrebbe adottare nuove restrizioni.

In Veneto invece Luca Zaia, rieletto un mese fa con una percentuale travolgente, ha dato ordine di riaprire i centri Covid aperti a marzo, durante la prima fase dell’emergenza sanitaria. In Campania il direttore generale della Asl 1 Napoli ha deciso di richiamare gli anestesisti in pensione per fronteggiare l’emergenza sanitaria.