Ristoratori, proteste con bare è cibo scaduto: “è il nostro funerale”

Il Covid li ha ridotti in ginocchio, i ristoratori protestano fragorosamente: bare e cibi scaduti, l’attacco frontale al governo. “E’ il funerale”

protesta ristoratori
protesta ristoratori (Getty Images)

La pandemia da Covid ha messo in ginocchio l’Italia intera ed i ristoratori sono di certo la categoria più colpita, insieme ai baristi ed a tutti i locali affini. Sono ormai allo stremo, perché le misure del governo adottate nelle ultime settimane, continuano a penalizzare fortemente quel settore.

E’ infatti impossibile andare a cenare al ristorante ed i locali possono lavorare solo d’asporto, per un danno economico davvero ingente. D’altronde è dalla scorsa primavera che va avanti questa situazione, salvo una piccola parentesi nei mesi estivi, per un “liberi tutti” che pure abbiamo pagato a caro prezzo tra settembre, ottobre e novembre.

A Milano è scoppiata fragorosa la protesta. I ristoratori sono esplosi in una contestazione fragrante, decisamente curiosa. Un lungo corteo di auto partito dalla Brianza in direzione del Pirellone, il Palazzo della Regione Lombardia. La Milano-Lecco, la strada statale conosciuta come Valassina, percorsa a 40 km/h con lo scopo di intasarla e bloccare il traffico dell’arteria a scorrimento veloce, l’unica che collega i due capoluoghi ma tutta la Brianza, Monza compresa fino al pomeriggio inoltrato.

Ristoratori imbufaliti: la protesta

Pirellone - protesta ristoratori
Pirellone, sede del Consiglio regionale della Lombardia (Getty Images)

Il solo lavoro a domicilio (la Lombadia è zona rossa, ndr) non è certo sufficiente e la protesta è stata decisamente inevitabile. I titolari della protesta hanno sventolato tovaglie da tavolo e striscioni dando vita anche a sonore suonate di clacson proprio per richiamare l’attenzione.

Fateci lavorare” il grido dei ristoratori che sono arrivati sotto alla sede della Regione con finte bare e croci a testimoniare come si tratti del “funerale della ristorazione“. Nonostante la tensione più che palpabile, non vi sono stati scontri, con l’assessore allo Sviluppo economico Guidesi che ha pure incontrato alcuni imprenditori.

Ed una seconda protesta ha preso vita anche davanti alla Prefettura; cesti di cibo scaduto portati davanti alla sede dai ristoratori milanesi che hanno denunciato i tanti soldi sprecati in cibo acquistato e non più servibile oppure le ingenti tasse pagate nonostante la chiusura.

I Ristori sono considerati insufficienti; d’altronde, come rivela l’Epam, rischiano la chiusura definitiva otto locali su 10.