Salvini, la famosa “citofonata” si trasforma in incubo: coppia nei guai

Ad un anno dalla famosa citofonata di Matteo Salvini, i carabinieri hanno fatto un blitz nello stesso appartamento che aveva visitato il leghista.

matteo salvini urla
Il Leader della Lega Matteo Salvini (fonte gettyimages)

Dopo quasi un anno esatto si riaccendono i riflettori su un quartiere bolognese di Pilastro. I carabinieri hanno effettuato un blitz nello stesso appartamento dove il leader della Lega Matteo Salvini aveva effettuato quella famosa “citofonata” per la quale venne pesantemente criticato. A finire nei guai sono due adulti, una donna italiana di 50 anni e un uomo di origini tunisine. Il leghiste l’anno scorso, durante la campagna elettorale per le elezioni in Emilia-Romagna, sotto consiglio di una donna, citofonò un appartamento che gli era stato segnalato.

Secondo la donna in questione, in quella casa viveva una coppia che spacciava nel quartiere e contribuiva a renderlo malfamato. Sembra che le cose a distanza di 12 mesi non siano cambiate, anzi. All’epoca venne sanzionato un carabiniere, accusato di aver fatto da tramite tra la donna e Matteo Salvini. La casa in cui è stato effettuato il blitz sembra essere proprio quella a cui bussò il leader della Lega.

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Il quartiere di Pilastro di nuovo al centro della cronaca: tra Salvini e la droga

I carabinieri, nonostante le diverse notizie che circolano sul web, non hanno rilasciato dichiarazioni. Il blitz sembra essere stato effettuato nell’appartamento al quale Salvini citofonò un anno esordendo con quella famosa domanda: “qui abitano spacciatori?”. In seguito a quell’episodio il leader della Lega venne attaccato e criticato per le sue azioni offensive, la sua giustificazione fu che era un “cittadino preoccupato“. Come se qualsiasi cittadino preoccupato andasse a bussare ai citofoni per accertarsi che nei dintorni non viva nessun delinquente.

Nel rione Pilastro la notizia del blitz è circolata di casa in casa e in pochissimo tempo tutto il quartiere ne era a conoscenza. I militari mantengono il massimo riserbo sull’operazione effettuata. Tutti aspettiamo un commento di Salvini, che siamo sicuri non vede l’ora di dire “avevo ragione“.