Myanmar, dopo il colpo di Stato arrestata la leader del governo: i dettagli

Un’elezione fraudolenta quella avvenuta nel Myanmar che ha visto l’arresto della leader Aung San Sunn Kyi dopo il Colpo di Stato

Aung San Suu Kyi arrestata
Aung San Suu Kyi (Instagram)

Dopo giorni di tensione tra esercito e governo si è giunti all’arresto di Aung San Sunn Kyi, leader del partito che ha la maggioranza nel parlamento . Un Colpo di Stato avvenuto nel Myanmar in seguito ad un’elezione dello scorso 8 novembre ritenuta fraudolenta dagli uomini dell’esercito.

E’ stato dunque dichiarato per la durata di un anno lo stato di emergenza in cui sarà presidente l’ex generale Myint Swe, vicepresidente dal 2016. I militari hanno ritenuto inevitabile il Colpo di Stato in quanto la commissione elettorale non abbia risolto alcune irregolarità  verificatesi nello svolgimento delle elezioni.

La leader manda il suo messaggio al popolo

Aung San Suu Kyi arrestata
Aung San Suu Kyi (Instagram)

Considerata “uno straordinario esempio del potere dei deboli” quando fu insignita del Premio Nobel per la Pace, adesso la leader fa giungere un suo messaggio al popolo dopo l’arresto. Esorta i birmani a non piegarsi e dunque ad opporsi ai militari.

Nella dichiarazione diffusa dalla Lega Nazionale per la Democrazia si apprenderebbe infatti: “Esorto la popolazione a non accettare il Colpo di stato. Bisogna protestare con tutto il cuore”.

Un portavoce del partito avrebbe invece commentato la vicenda invitando il popolo birmano a comportarsi secondo la legge senza commettere imprudenze.

Ma la leader Aung San Suu Kyi non è stata l’unica ad essere arrestata. Insieme a lei sono stati arrestati anche altri esponenti dell’NLD. Intanto l’esercito birmano annuncia che subito dopo l’emergenza che durerà un anno,  saranno indette nuove elezioni.

L’esercito birmano blocca le comunicazioni

Aung San Suu Kyi arrestata
Aung San Suu Kyi (Instagram)

L’esercito intanto avrebbe ordinato anche l’interruzione delle linee telefoniche in tutta la capitale Nayoyitaw e nella città di Yangon sospendendo anche tutte le trasmissioni della televisione di stato.

Bloccato internet per non consentire al popolo di comunicare anche sotto altre forme. Nel paese, infine, a partire da oggi 1 febbraio e fino a nuovo ordine, è stato chiuso l’accesso a tutte le banche impedendo anche i prelievi automatici.

L’UE avrebbe invece richiesto la liberazione dei detenuti, schierandosi dalla parte del popolo condannando la scelta dei militari, nonché il Colpo di Stato.