Covid, preoccupante scoperta sulla variante inglese: il documento

La morsa del Covid continua a tenere sotto scacco il nostro Paese. Le autorità mediche “invocano” un nuovo lockdown per combattere le nuove varianti. Importante scoperta sulla variante inglese.

caos vaccini - siringa con il siero
Una siringa con il vaccino (Getty Images)

Mentre in Italia arrivano ulteriori dosi di vaccino, quelle firmate AstraZeneca e Moderna, le autorità mediche chiedono al nuovo Governo l’immediato lockdown. A quasi un anno di distanza dalla prima chiusura generalizzata, che avvenne lo scorso 9 marzo, il pericolo terza ondata aleggia minaccioso sull’Italia e tanti esperti auspicano che Draghi possa ascoltare il loro allarme. Qualche giorno fa Bassetti aveva annunciato che la nuova ondata potrebbe arrivare tra questa settimana e la fine di marzo, ieri Crisanti e Ricciardi quasi in coro hanno evidenziato la necessità di un nuovo “tutti a casa” per proteggersi dalla variante inglese.

Una variante che non sarebbe solo più contagiosa rispetto alla precedente, ma che secondo gli ultimi dati sarebbe anche più letale. Da qui la necessità di istituire un nuovo lockdown, per cercare di contenere quanto possibile i contagi. Un documento figlio di una ricerca congiunta da parte di una task force voluta dalle potenze mondiali evidenzierebbe la preoccupate verità: l’inglese sarebbe più letale del virus originale del 20 o 30%.

Anche da qui la necessità evidenziata dal consulente del Ministro della Salute, Walter Ricciardi, di istituire un lockdown “breve ma mirato“.

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Variante inglese più letale: i dati in Italia

Nel nostro Paese attualmente un caso su cinque è riconducibile alla variante inglese. Se la pandemia dovesse continuare a espandersi a questo ritmo di stima che in poco più di un mese il ceppo originale del virus possa essere sostituito da questa nuova forma. A preoccupare è anche la variante sudafricana del Covid che, secondo recenti studi, , ridurrebbe l’efficacia del vaccino AstraZeneca (quello sul quale l’Italia ha puntato maggiormente) addirittura al 10-20%.

In tutto ciò è notizia di ieri sera la conferma della chiusura degli impianti da sci almeno fino al prossimo 5 marzo. Il pericolo proroga, alla luce di questi dati, è però reale.