Infermieri rifiutano vaccino Covid: si ammalano, l’incredibile pretesa

Infermieri no-vax rifiutano di sottoporsi al vaccino anti Covid. Dopo pochi giorni risultano positivi e avanzano un’incredibile pretesa. Succede tutto a Genova.

No vax uccide il figlio e si suicida
Vaccino anti-Covid (fonte: Pixabay)

Quello che è avvenuto, e sta avvenendo, all’ospedale San Martino di Genova sta facendo decisamente discutere. Una quindicina di infermieri avevano deciso di rifiutare la dose del vaccino anti Covid che, secondo protocollo, gli sarebbe spettata. Quella degli operatori sanitari, tra i quali medici e infermieri, è una delle categorie con la “precedenza” in quanto particolarmente esposta al rischio contagio.

Pu lavorando a stretto contatto con pazienti positivi al Covid (e mettendo a rischio gli altri) però 15 infermieri dell’ospedale genovese hanno deciso di non sottoporsi al vaccino, e ora sono risultati positivi al tampone. Nonostante il loro rifiuto al farmaco, che non è comunque obbligatorio benché strettamente consigliato specialmente per le categorie più esposte al rischio contagio, ora i protagonisti di questa vicenda hanno chiesto l’infortunio sul lavoro.

Gli infermieri hanno avanzato la richiesta per un indennizzo legato all’infortunio sul lavoro. Rimangono in attesa della risposta dell’Inail che, secondo le prime indiscrezioni, dovrebbe comunque essere negativa.

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Covid, a Nizza è “emergenza”. Confine chiuso?

Intanto a Nizza la situazione viene considerata “catastrofica” dal sindaco della città. In Costa Azzurra nelle ultime settimane si è registrato un vero e proprio boom di contagi, in particolar modo nel centro urbano al confine con l’Italia. Nei prossimi weekend verrà imposto il lockdown (soluzione mai adottata in Francia) e nel mirino ci sono i viaggi di molti abitanti del luogo verso la vicina Liguria, approfittando dei bar e ristoranti aperti in Italia.

In particolar modo a San Valentino molti francesi residenti nei pressi del confine avevano deciso di recarsi in Italia per trascorrere una giornata tra bar e ristoranti, approfittando anche della “protesta” di molti imprenditori che nonostante la zona arancione avevano deciso di tenere aperti i rispettivi locali.