Covid, le ipotesi e i tempi per le riaperture: scenari per ristoranti e palestre

L’Italia, seppur lentamente, si prepara a ripartire. Oggi dovrebbe riunirsi la cabina di regia per stabilire le direttive sulle riaperture

Piano riaperture Italia
Cameriera di un bar (fonte: Getty Images)

Aprile sarà ancora nel segno delle restrizioni. Difficile, d’altronde, pensare altrimenti visti i tantissimi nuovi casi quotidiani di coronavirus. Soltanto ieri ce ne sono stati più di 16mila. Da maggio però l’Italia si prepara a ripartire e già oggi la cabina di regia dovrebbe riunirsi per stabilire le prime direttive.

Al punto uno dell’ordine del giorno della riunione ci sarà la revisione delle fasce di colore. Infatti, il decreto attualmente in vigore prevede che non siano previste zone gialle fino al 30 aprile, con possibilità di deroga dopo un controllo di metà mese. Non si esclude, dunque, che già dalla prossima settimana le regioni che presentino dati incoraggianti possano essere promosse alla fascia di colore più chiara. Tuttavia, l’attenzione è tutta rivolta al mese di maggio quando, secondo le previsioni, potranno riaprire gran parte delle attività e il coprifuoco potrebbe essere posticipato.

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Ecco come potrebbe riaprire l’Italia da maggio

I primi a riaprire potrebbero essere i ristoranti, che da maggio potranno sfruttare al meglio gli spazi all’aperto per aumentare i coperti. L’idea è quella di stabilire una distanza di due metri tra un tavolo e l’altro per gli spazi al chiuso e di un metro per quelli all’aperto. Inoltre, i ristoratori avranno la possibilità di non pagare gli spazi di suolo pubblico dove installeranno i propri dehors. Bar e ristoranti potrebbero rimanere aperti anche la sera, almeno nelle zone con dati da zona gialla, e questo prevedrebbe inevitabilmente un’altra novità. Lo slittamento del coprifuoco. L’idea è quella di spostarlo dalle 22 a mezzanotte.

Potrebbero riaprire anche palestre e piscine, con distanza di almeno due metri quadrati tra una persona e l’altra nella prima e di dieci metri quadri nella seconda. Prosegue poi il dibattito sulle riaperture di cinema e teatri. Ieri è arrivato l’ok da Palazzo Chigi alla presenza di pubblico (con capienza al 25%) nelle partite degli Europei di calcio che si terranno allo stadio Olimpico di Roma. Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali, ha chiesto quindi subito nuove linee guida per gli spazi della cultura: riempimento dei locali al 50% della loro capienza, con un massimo di 500 spettatori al chiuso e di mille all’aperto. Si chiede quindi di raddoppiare le soglie stabilite fino a ora.